

di Domenico Savino
VITERBO – Uno dei migliori frutti che questo territorio può esprimere. La castagna è in questo periodo il simbolo dell’Alto Lazio. Ai famosi marroni vengono dedicati feste e sagre, momenti forti di aggregazione popolare. E la festa di Manziana risponde a questi requisiti.
Sabato e Domenica in piazza Tommaso Tittoni e nella via principale del piccolo centro ai confini con la provincia di Viterbo, l’Associazione culturale per la castagna locale, con a capo il suo presidente Alessandro Carucci, ha organizzato la sagra della castagna locale. ‘’Siamo arrivati alla terza edizione – dice con orgoglio Carucci – e nelle due precedenti è stato un successo di pubblico e visitatori che è andato al di là delle nostre previsioni. L’obiettivo è promuovere la castagna di Manziana, il prodotto che è il fiore all’occhiello del nostro paese’’.
Un tentativo di promuovere il territorio attraverso una serie di spettacoli itineranti degli artisti da strada, dei gruppi di musica popolare e folk, con un unico denominatore, la castagna: ‘’Saranno allestiti in piazza dei padelloni giganti, sorretti da strutture alte 4 metri – afferma Carucci - per cuocere le caldarroste che poi saranno servite al cartoccio. Sia nella piazza che nel viale principale si esibiranno artisti da strada e gruppi di musica popolare itineranti che allieteranno con i loro spettacoli tutti i nostri visitatori. In questa edizione non vogliamo farci mancare nulla – continua entusiasta il presidente - dagli stand fieristici con prodotti tipici locali a quelli con primizie provenienti da altre regioni del centro-sud; dalle sfilate dei cavalieri a cavallo alle carrozze trainate dai buoi come nella migliore tradizione contadina, fino al raduno di motociclisti di domenica mattina. Senza dimenticare dei punti ristoro disseminati in tutto il paese’’.
Ma per garantire la riuscita di questa grande festa popolare, bisogna lavorare tanto partendo dal basso: ‘’Infatti con l’associazione siamo molto attivi nelle scuole per sensibilizzare i più piccoli e invitarli a rispettare e avere cura del territorio in cui vivono. Abbiamo piantato anche quest’anno due alberi di castagne con i ragazzi delle quinte elementari, segno puntiamo sui giovani che saranno i grandi del domani’’.
Il ricavato della sagra andrà in beneficenza: ‘’Il nostro è solo volontariato – conclude il presidente Carucci – e con il ricavato della sagra lo scorso anno abbiamo creato delle borse di studio, abbiamo acquistato materiale didattico e una lavagna interattiva. E quest’anno contiamo di ripeterci’’.