

di Domenico Savino
VITERBO – E’ il giorno della finale della Coppa Italia d’Eccellenza. Si gioca allo stadio VIII settembre di Frascati di fronte Viterbese ed Empolitana Giovenzano. E’ l’ultimo atto della manifestazione regionale. Chi si aggiudica il trofeo ha accesso alla coppa nazionale con tutte le altre vincitrici dei trofei regionali. La Viterbese ci arriva con i favori del pronostico: la coppa è un obiettivo della società sin dall’inizio della stagione (i Camilli già hanno vinto la coppa nel 1999 contro l’Albalonga). L’Empolitana è la classica outsider: arrivata senza pressione in finale, ha eliminato in sequenza Fonte Nuova, Formia, Rieti e Real Pomezia.
I gialloblu vanno a caccia del primo trofeo della stagione e sarebbe la prima Coppa Italia della storia. La famiglia Camilli tiene molto all’appuntamento: non vuole fallire e sarebbe il primo segno tangibile della loro avventura nel capoluogo. Sette mesi dopo aver permesso al pallone di rotolare al Rocchi (in seguito alla non iscrizione in serie D della vecchia Viterbese), i Camilli vogliono regalare un trofeo alla città ed entrare a piè pari nella storia. Vogliono ripetere a Viterbo le stesse imprese già vissute a Grotte di Castro prima e a Grosseto poi. Infatti con la Castrense arrivò sia la Coppa Italia d’Eccellenza che quella nazionale (e con l’approdo in D anche il trofeo dilettanti contro il Montecchio Maggiore).
La Viterbese giunge all’ultimo atto forte della supremazia dimostrata in campionato. I gialloblu sono primi con cinque punti di vantaggio sul Rieti, vantano il miglior attacco del girone. Una squadra costruita per “stravincere”, come ha più volte detto il suo patron Piero Camilli. E proprio per far questo la Viterbese è da ieri in ritiro sui Castelli romani per preparare con maggiore tranquillità la gara. Solimina può contare sul gruppo al completo: a parte le defezioni di Cirina e Faenzi, il tecnico romano sfoglia la margherita delle possibili scelte.
Contro l’Empolitana la Viterbese ci ha giocato solo una volta in questa stagione. L’unico precedente è datato 24 novembre 2013: era il ritorno di Solimina sulla panchina gialloblu e la Viterbese vinse 1-0 (rigore di Cerone). L’Empolitana Giovenzano è una formazione giovane: la squadra nasce dalle ceneri del Pisoniano, l’allenatore è Alessandro Amici che ha forgiato il gruppo in estate: un bel mix tra under e elementi di spessore: Cesaro su tutti, senza dimenticare i centrali difensivi Moauro e Fioravanti, il mediano Suppa e l’altro difensore arrivato a dicembre dal Futbolclub Martinelli, gli esperti Deodati e Scerrati. Una squadra che fa della fase di non possesso la sua arma migliore.
Tampona con attenzione e non si vergogna di tenere tanti uomini dietro la linea della palla, per poi ripartire a grande velocità sfruttando l’abilità di Scerrati e Cesaro. Quando si chiamava Pisoniano (nel 2012) la squadra si giocò la coppa contro il Rieti, ma ebbero la meglio gli amarantocelesti. Amici se la giocherà alla pari: ''E’ vero – ha detto a crlazio.org – sembra la sfida di Davide contro Golia, siamo onorati di esser arrivati in finale contro un’avversaria blasonata come la Viterbese, ma non ci sentiamo battuti in partenza. A spingerci verso un traguardo storico ci sarà tuta la Valle dell’Aniene''. Adesso la parola passa al campo: arbitrerà la finale Andrea Ancora della sezione di Roma 1: i suoi assistenti sono Raffaele Accetta di Tivoli e Francesco Valente di Roma 1. Ingresso gratuito.