

VITERBO - A poche ore dal voto favorevole della Camera dei deputati al ddl della riforma dell'università firmata dal ministro Maria Stella Gelmini (307 sì, 252 no e 7 astenuti), continua la protesta degli studenti dell'Ateneo della Tuscia.
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12,15 - Il corteo è partito questa mattina dalla facoltà di Conservazione di Beni Culturali, occupata da tre giorni, con circa una cinquantina studenti. La manifestazione, seguita anche da carabinieri, polizia e polizia Locale, si è diretta verso il centro storico: "L'intento è attraversare il centro della città, passare davanti agli altri istituti, raggruppare gli studenti - commenta una studentessa - e dirigerci verso il Rettorato". I ragazzi sfilano al ritmo di numerosi slogan: "Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città"; "Noi la crisi non la paghiamo"; "Istruzione negata, D-Istruzione immediata"; "Rivogliamo il nostro futuro"; "Berlusconi abbassa la cresta, se hai i capelli è grazie alla ricerca".
13,00 - Piazza del Comune: i ragazzi si gettano sull'asfalto per un minuto di silenzio, poi via su per via Cavour per raggiungere la sede di Santa Maria in Gradi, dove gli studenti sperano in un incontro con il Rettore Mancini. "L'occupazione continuerà fino alle 14 - spiega un ragazzo del coordinamento studentesco Link Tuscia - nel pomeriggio inizia la sessione degli esami e noi non vogliamo darci la zappa sui piedi. Andremo a dare gli esami e poi vedremo se sarà il caso di riunirci nuovamente e continuare la protesta".
"A nulla è servito bloccare scuole, università, città e stazioni - hanno commentato i ragazzi - ma la lotta è persa solamente se smettiamo di far sentire la nostra voce. Certo lo sconforto quando ieri sera la riforma è stata approvata è stato molto (ndr la votazione è stata vista in diretta all'interno dell'aula magna della Facoltà di Beni Culturali, occupata da lunedì), ma non ci possiamo arrendere".
"Crediamo che questa riforma sia solo parte di un attacco all'istruzione pubblica iniziato da tempo - proseguono dal Coordinamento Link Tuscia -, portato avanti da tutti i governi, che si dicano di destra o di sinistra. In un momento in cui tutto è giustificato dalla mancanza di fondi, l'università della Tuscia versa un milione di euro alla CRUI (conferenza rettori università italiane), per finanziare ad esempio l'auto grigia e i tre autisti del nostro rettore. Chiediamo semplicemente che i nostri soldi vengano utilizzati per la nostra formazione".
14,00 - Il corteo entra nella sede del Rettorato di Santa Maria in Gradi con bandiere e striscioni. Mobilitazione fuori dall'ufficio del Rettore. E' stato chiesto un incontro con Mancini, ma non si trova nella sede. "E' assurdo che il rettore il giorno dopo l'approvazione della riforma non sia nell'università" commentano alcuni ragazzi.
14,30 - Il corteo torna a Beni Culturali dove alle 17 ci sarà una nuova assemblea nell'Aula Magna per decidere le iniziative future.