ANNO 18 n° 266
Usb proclama un giorno di sciopero
Indetto per domenica 8 settembre: ''Su precariato e domeniche libere l'azienda non ci ascolta''
07/09/2013 - 04:00

di Domenico Savino

VITERBO – Un giorno di sciopero: sono sul piede di guerra i lavoratori aderenti all’Usb della Unicoop Tirreno di Civita Castellana che, da oltre un anno, non riescono ad avere un colloquio con l’azienda. Due i problemi che si intersecano tra loro e che hanno portato alla decisione dei sindacati di astenersi dall’attività lavorativa domenica 8 settembre: il precariato e la questione della domenica lavorativa o, più in generale, una migliore gestione delle turnazioni e degli orari di lavoro. Allo sciopero di domenica seguiranno anche altri sit in nel corso delle prossime settimane.

''I lavoratori sono stanchi – dice Luca Paolocci dell’Unione sindacati di base di Viterbo –. In azienda manca la concertazione, non c’è dialogo né con i lavoratori, né con le rappresentanze sindacali. Addirittura la cooperativa viene meno rispetto a quanto indicato nel suo statuto quando considera i sindacati e le rappresentanze aziendali dei lavoratori il riferimento per la definizione delle condizioni di lavoro. Il punto vendita di Civita Castellana conta 40 lavoratori e per lo sciopero ci aspettiamo una adesione massiccia anche perché è la prima forma di lotta che intraprendiamo''.

La situazione si sta incancrenendo: alla piaga del precariato s’è aggiunta quella del lavoro domenicale senza concertazione. I sindacati vogliono chiarire il loro punto di vista: ''I lavoratori – sottolineano – chiedono semplicemente una migliore organizzazione del lavoro, dei turni e delle ore lavorative. E invece da parte dell’azienda non ci sono mai state risposte in merito. Ecco perché nelle nostre manifestazioni vogliamo coinvolgere i soci, il consiglio d’amministrazione e il sindaco di Civita Castellana''. La mancanza di confronto e l'impossibilità di dialogo: su questi due punti l’Usb non riesce a farsi una ragione: ''In questa maniera si elude una sentenza della Corte di Cassazione in cui si obbliga l’azienda a parlare con tutti anche con quei sindacati che non hanno firmato il contratto nazionale e che come noi sono altamente rappresentativi all’interno dell’azienda stessa''.

Quindi il precariato e le promesse non mantenute: ''A Civita Castellana – continua Paolocci – è stata aperta una nuova sede all’interno di un centro commerciale alle porte del centro storico. Ed era stata promessa l’assunzione a tempo indeterminato di tredici precari. Era stato trovato un accordo e non se ne è fatto nulla''. Ma c’è altro: ''La cosa grave è che su tutto il territorio di Viterbo ci sono più di 50 dipendenti che erano stati assunti a tempo determinato a cui, trascorsi i fatidici 36 mesi, non è stato rinnovato il contratto che sarebbe diventato a tempo indeterminato. L’azienda ha preferito fare altre assunzioni, e ha abbandonato queste persone''.

Insomma una situazione che ha stancato lavoratori e sindacati: ''Con lo sciopero di domenica vogliamo iniziare una stagione di lotte per i diritti di tutti i lavoratori espulsi da una cooperativa lontana dal territorio e che, forse, vuole abbandonare anche il viterbese, una cooperativa che pretende lavoro festivo e domenicale saccheggiando le vite dei lavoratori. Vogliamo – conclude Paolocci – coinvolgere tutte le sezioni soci e i membri del CdA, per riportare al centro salario, diritti, dignità e democrazia sindacale. Nei prossimi giorni saranno rese note tutte le iniziative che culmineranno con lo sciopero generale del 18 ottobre''. 




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