V circolo didattico e Assessorato all'istruzione, una giornata di studio promossa a pieni voti
“Il bambino in “difficoltà” fuori e dentro la scuola. Pedagogia sfide e progetti.”, la giornata di studi svoltasi alcuni giorni fa presso la sala Gatti di Viterbo, si è rivelata un vero successo.
Un nutrito e attento uditorio ha salutato con applausi il susseguirsi degli interventi. Molti insegnanti presenti hanno riconosciuto, nelle parole dei relatori, i problemi che affrontano quotidianamente e hanno apprezzato suggerimenti e input pedagogici.
Ha aperto l'incontro il saluto del Dirigente USP dott. Romolo Bozzo, della dirigente del V° circolo Antonia Garofalo e dell’assessore all’Istruzione Fabrizio Purchiaroni, che hanno di fatto organizzato l’evento.
E' stata poi la volta del Professor Piero Crispiani, presidente della Federazione Italiana Pedagogisti e professore presso l’Università di Macerata, che ha illustrato agli intervenuti il lavoro nel difficile campo della dislessia, della disprassia e dell’autismo. Crispiani, è stato tra i primi a introdurre in Italia il concetto di “pedagogia clinica”, intesa nel senso di un interesse centrato sull’individualità del soggetto da educare e, dunque, costruito verso la ricerca del dispiegamento delle potenzialità della sua persona.
Sandra Matteoli della Società Italiana di psicologia e pedagogia ha parlato dell’accoglienza dei bambini in difficoltà da parte delle maggiori “agenzie educative”, famiglia scuola e società.
La Matteoli, consulente da venticinque anni delle scuole per i bambini in difficoltà ha invitato acutamente a guardare i problemi dai due punti di vista diversi: quello delle insegnanti e quello delle mamme; auspicando un collegamento, ove ci si trovi in presenza di difficoltà oggettive, con i servizi del territorio e un coinvolgimento di tutti gli attori protagonisti. Ma soprattutto ad individuare bene i compiti di ciascuno.
Lorena Bracaglia ha presentato quindi un progetto di arte terapia con gli educatori ove questa disciplina assume un senso di catalizzatore armonico tra educatore e discente. L’Arte Terapia si inserisce dunque nel rapporto diretto ma anche indiretto tra educatore e assistito.
Mauro Spezzi è intervenuto sulle difficoltà degli insegnanti in presenza di alunni più o meno difficili ed estendendo la sua esperienza quale formatore educatori. Carlo Cagnucci infine ha introdotto brevemente il tema della comunicazione e delle distorsioni che a volte contribuiscono, anche a causa del carattere invasivo della tecnologia, alla caduta della asimmetria caratteristica dell’educazione che distingue l’adulto dal bambino.
Non è mancato il confronto con un pubblico, sempre attento: interessante è stato il confronto con i rappresentanti dei medici pediatri presenti in sala, tra cui il primario di Pediatria dell'ospedale di Belcolle, prof Palumbo.
Apprezzato infine anche l’intervento della dottoressa Clelia Maio che ha sollecitato quelle accortezze che si richiedono agli insegnanti proprio di fronte ai bambini che sembrano in difficoltà. Un richiamo a quella missione di insegnante, di genitore e di cittadino che ha gli strumenti per realizzare l’armonia ottimale di tutti i soggetti deputati all’educazione.
Una giornata “pedagogica” insomma, che in tutti i sensi ha contribuito ad avvicinare i professionisti dei settori del mondo educativo che spesso in silenzio contribuiscono alla risoluzione dei problemi. Tutti i partecipanti, in conclusione dell'incontro, hanno auspicato il realizzarsi di ulteriori giornate di studio come questa.