

Ma chi crede di essere Vasco Rossi anziché Vasco Alessandrini? Chi crede di essere questo epigone di un sindacalismo fuori tempo massimo, assurto alla carica di segretario provinciale della Filctem-Cgil, per maltrattare una giornalista che, per telefono, gli chiedeva una dichiarazione sulla situazione del distretto ceramico di Civita Castellana dopo la pausa estiva? “Non rilasciamo interviste – ha risposto con voce concitata, usando il plurale maiestatis -, abbiamo deciso di non parlare più con i giornalisti”. Alla domanda su chi avesse assunto cotanta decisione la replica di Vasco (Alessandrini, no Rossi), con voce sempre più concitata, è stata categorica: “Noi”. E dalli con il plurale maiestatis.
Ora, è ovvio che ognuno è libero di rilasciare dichiarazioni o interviste a chi vuole e quando vuole. Purché abbia il buon gusto di declinare la richiesta con garbo e, se possibile, con uno straccio di motivazione logica. Vasco (Alessandrini, no Rossi), ricopre un ruolo “pubblico” ed è inevitabilmente “esposto” alle attenzioni dei giornalisti. Soprattutto, Vasco (Alessandrini, no Rossi) dovrebbe sapere che i giornalisti sono sempre stati “utili” alle battaglie sindacali. Senza la cassa di risonanza della stampa, lui e i suoi colleghi, soprattutto in provincia di Viterbo, avrebbero potuto solo abbaiare alla Luna.
Qualora Vasco (Alessandrini, no Rossi) non lo sappia, gli rammentiamo le parole in merito pronunciate dai leader nazionali della Cgil, a partire da Luciano Lama. “Contiamo su un’informazione libera e indipendente per far conoscere all’opinione pubblica le ragioni sociali, politiche ed economiche del nostro no al taglio di quattro punti di contingenza” disse Lama durante le convulse trattative che, nel 1984, portarono al cosiddetto “Accordo di San Valentino'', tra Cisl, Uil e governo Craxi sulla scala mobile. Frasi analoghe, sebbene in altri contesti, sono state pronunciate da tutti i successori di Lama, fino all’attuale segretario generale Susanna Camusso. Continuamente i segretari provinciali della Cgil da Antonio Filippi a Miranda Perinelli hanno chiesto, a ragione, il sostegno dell’informazione alle loro battaglie.
Lui, Vasco (Alessandrini, no Rossi), al contrario, ha deciso di non parlare più con i giornalisti. Ok, ce ne faremo una ragione. Non ci taglieremo le vene ai polsi, non ci genufletteremo ai suoi piedi gementi e piangenti a pietire il suo illuminato verbo. Se la canti e se la suoni da solo.
Speriamo che tutto questo serva a far comprendere ai lavoratori del distretto ceramico di Civita Castellana iscritti alla Cgil, costantemente in bilico tra cassa integrazione e disoccupazione, da chi sono degnamente rappresentati.