ANNO 19 n° 169
''Vendo canne'', un cartello stupefacente
Annuncio particolare, ma sono solo piante da giardino
09/07/2013 - 16:05

VITERBO – Frenate improvvise lungo la Cassia, dalle parti di Ponte di Cetti. Macchine piene di giovani che inchiodano, leggono, rileggono, si stropicciano gli occhi davanti a questo cartello. “No, non può essere vero”. E infatti non è vero, o almeno non è come pensate voi. Sul cartello, a pennarello, c’è scritto “Vendesi canne”. E i maliziosi giù a credere (a sperare?) che fosse quel genere di canne lì, ci siamo capiti. Spinelli. Droga leggera, che giustamente non si può vendere, perché è un reato, e pure grave, che si chiama spaccio. E questo è male.

Si possono invece vendere le canne intese come piante, appartenenti alla famiglia delle Cannaceae: in natura esistono una cinquantina di specie, vengono usate generalmente come decorazioni in giardini e balconi, ma anche per la copertura di tettoie e gazebo. Ed evidentemente debbono essere richiestissime sul mercato, se il signore di Ponte di Cetti si è spinto a pubblicizzare la vendita con tanto di cartello. Nessuna notizia invece sul prezzo. E chissà se qualche acquirente abbia osato chiederlo. Così: “Quanto vengono un paio di canne?”. Segue inseguimento, perché anche le canne possono far male, se usate nel modo giusto, tipo come scudisci…




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