ANNO 27 n° 269
Vendola torna a ''scaldare'' il centrosinistra (foto)
Tutto esaurito questa mattina al cinema Lux
04/11/2012 - 15:34

VITERBO – (roc) Ci sono gli autografi e le foto ricordo, ma a richiederli non sono solo giovani donne. C’è la telefonata a cui risponde dal palco mentre Francesco Berni (coordinatore provinciale dei Comitati per Vendola) lo presenta, ma chiunque sia stato lo liquida subito. Ci sono i cartelli distribuiti tra il pubblico che fanno tanto convention americana, ma quel pubblico li mostra con discrezione e sembra fare fatica ad utilizzarli per improbabili coreografie.

La politica-spettacolo, insomma, non sfonda nell’appuntamento viterbese di Nichi Vendola. La spettacolarizzazione berlusconiana prima e, in parte, renziana poi, al cinema Lux è soltanto accennata. Del resto, dice qualcuno, perfino a Zaccagnini venivano chiesti autografi.

Vendola sembra puntare tutto sul ragionamento. E la sua platea è pronta a seguirlo. Talmente pronta che arriva in massa ad ascoltarlo, tanto che alla fine il cinema si rivela troppo piccolo per contenerla tutta, sebbene sia stata aperta (e riempita) all’ultimo momento anche la galleria.

Probabilmente gli organizzatori non hanno voluto rischiare ma, va detto, se avessero scelto locali più grandi avrebbero vinto la sfida. Anche perché se da una parte era prevedibile la presenza di Sel, dall’altra vedere così tanti iscritti e simpatizzanti del Pd non era, probabilmente, del tutto scontato. C’è ad esempio Giulia Arcangeli, Paola Pascolini, Miranda Perinelli e Antonio Filippo della Cgil e tanti degli esponenti del Pd autori dello “”strappo”” al comitato comunale di Viterbo in polemica con il gruppo consiliare e con i vertici comunali del partito. Ad aspettare Vendola anche Alvaro Ricci ma non Egidi. In compenso il governatore della Puglia è stato accolto da Sposetti, con cui ha preso un caffè prima di entrare in sala.

Lui, Vendola, ne ha avute per tutti: “”Renzi non ha sbagliato perché Marchionne ha detto bugie ma perché non ha colto il punto: quello di non capire chi ha ricette economiche e sociali moderne e chi no. Su Casini non ho un pregiudizio ma solo un giudizio: in questi anni ha tutelato solo il blocco del potere finanziario che ci ha portato a questa situazione. Monti fa parte di quei governi che si indebitano per salvare le banche, le quali poi non fanno nulla per le imprese e per i cittadini””.

Infine su Bersani: “”Le parole del segretario del Pd posso anche condividerle ma quando si trasformano in indicazioni di voto non lo seguo più, come sullo sfregio dell’articolo 18. Se la sinistra non si occupa del mondo del lavoro e degli ultimi, diventa solo una parola vuota””.

La chiave del ragionamento di Vendola è a tratti introspettiva e il linguaggio perfino religioso: l’ambiente “”stuprato”” è anche il “”creato stuprato””, i sistemi produttivi hanno bisogno di una “”conversione, anche come parola religiosa””, il patto di stabilità? “”Al diavolo!””. E ancora: “”dobbiamo riaccendere la speranza”” e “”La fine di questo modello sociale ed economico sarà la fine del mondo per alcuni ma l’inizio di una nuova vita per altri””.

Musica, autentica musica, a quanto pare, per militanti e simpatizzanti “”contaminati”” dalla cultura e dalla formazione nelle parrocchie.

Ma il passo più sferzante, Vendola lo “”dedica”” alla Gelmini: “”Un mistero dell’epoca contemporanea, una figurina da fiaba ottocentesca””.

“”Se andremo al governo – ha detto il governatore della Puglia – occorrerà cancellare subito l’attuale modello di valutazione per tornare ai voti. Non è possibile che i bambini, povere creature – ha ironizzato – debbano trovarsi sin da piccoli con problemi di debiti e crediti. Facciamoli giocare un po’ prima di entrare nel mondo del marketing””.

Infine ha indicato ai suoi un percorso che, probabilmente, andrà ben oltre le primarie: “”Dobbiamo metterci in ascolto sulle domande della vita, senza nostalgie. Dobbiamo essere curiosi e imparare molto. Cambieremo il mondo solo se impariamo di più. Ma a Renzi voglio dire chiaro e tondo: può darsi che io sia innamorato del Novecento, ma la ricetta che poggia sul precariato e su un futuro senza speranze non ci porterà negli anni Duemila ma nell’Ottocento””.

Poi il nuovo bagno di gente e, mentre si avvicina all’auto che lo porterà ad un incontro in Umbria, si ferma per fare una carezza a un bambino portato in braccio dalla madre. Gesto che rimanda ad altre storie e personaggi …. Oppure a Vendola.

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