ANNO 27 n° 260
Villa Buon Respiro, sbloccati 20 milioni,
ma la struttura resta a rischio chiusura
Secondo la società la somma non sarebbe sufficiente per proseguire l'attività
02/01/2013 - 04:00

VITERBO - Il commissario alla sanità del Lazio Enrico Bondi ha sbloccato 20 milioni per pagare le fatture pregresse dovute al San Raffaele, società a cui fa capo Villa Buon Respiro a Viterbo e altre 12 strutture sanitarie disseminate in tutta la Regione Lazio. Ma la somma, che dovrebbe essere disponibile già oggi, non sembra essere sufficiente al gruppo sanitario che vanta con crediti per prestazioni già erogate pari a 260 milioni. E così resta in piedi la minaccia di chiusura, a breve, di tutte le 13 case di cura.

Ai dipendenti del gruppo san Raffaele sono stati pagati gli stipendi di ottobre solo due giorni fa e la proprietà sostiene di non avere più fondi sufficienti a pagare le cure necessarie ai pazienti.

Il commissario Bondi, l'altro ieri pomeriggio, aveva reso noto con un comunicato che sono stati erogati ''20 milioni di euro a favore di Unicredit Factoring a fronte delle fatture pregresse del gruppo San Raffaele. Il 50% della somma è sotto sequestro cautelativo, in ottemperanza ai provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica di Frosinone. La somma sequestrata è a disposizione della stessa Procura presso la Tesoreria della Regione Lazio.

I pagamenti effettivi - precisava il comunicato - inizieranno a partire dal 2 gennaio 2013''.

Dal San Raffaele, però, ieri non è trapelato ottimismo sul futuro delle 13 strutture. ''Non è assolutamente soddisfacente - fa sapere la società - che un commissario comunichi con noi attraverso la stampa è una procedura irrituale. Domani riuniremo gli organi societari e riteniamo che la decisione sia di procedere rispetto a quanto si era già deciso e annunciato (la dimissione di tutti i degenti e la chiusura delle case di cura, ndr) perché l'importo messo a disposizione del commissario è insufficiente rispetto ai nostri crediti''.

E così resta in piedi la minaccia di chiudere a breve le strutture di Viterbo, Cassino, Montecompatri e Rocca di Papa, l'Irccs San Raffaele Pisana, San Raffaele Portuense, San Raffaele Flaminia, San Raffaele Trevignano, San Raffaele Sabaudia, San Raffaele Termini, Metamedica, MR3000 e San Raffaele Tuscolana.

L'ultimatum del 31 dicembre, data indicata nei giorni scorsi dal san Raffaele come termine ultimo di sopravvivenza, è già scaduto. Molto dipenderà dalle decisioni che prenderà domani la società. I 20 milioni di euro, se arriveranno effettivamente domani, potrebbero rappresentare comunque una boccata di ossigeno, in attesa dell'arrivo degli altri fondi, sui cui ammontare è in corso un braccio di ferro tra la Regione e la San Raffaele.




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