

Vinicio Capossela a Caffeina per presentare il suo libro:"In clandestinità" scritto insieme all'amico poeta Vincenzo Costantino "Cinaski".
Ovviamemente, e non poteva essere altrimenti, non è stata una presentazione normale, ma un vero e proprio incontro, con tanto di ring da box allestito in Piazza del Fosso e giudici di gara a commentare il match.
Eh si, quei due se le sono date di santa ragione su quel ring, 15 round a suon di birra e di poesie, alternate, di tanto in tanto, da qualche canzone, qualche perla che l'artista tedesco-campano ha deciso di regalarci. Un incontro quindi poetico e musicale, capace di regalare un'atmosfera davvero magica e condito da parole mescolate tra loro ad opera d'arte, parole capaci di evocare storie di vita, storie di strada, storie di clandestinità.
Il genio insomma, ha colpito ancora, Vinicio, meglio detto Mr. Mall, oppure il "toro della stazione" contro quel Mr. Pall, il peso massimo, che si fa chiamare Henry Chinaski: quei due ieri sera, hanno raccontato della loro vita, senza limiti né inibizioni, delle loro sconfitte, senza paura o timore di essere giudicati.
Uno spettacolo vero e vivo nel senso più intimo della parola, uno spettacolo che ha dato spazio a tutto, alla miseria, alla disperazione, alla solitudine, ma anche all'ironia, alla gioia, alla speranza, alla libertà.
In un paese in cui, oggi, la clandestinità è un reato di legge, quei due "artisti di strada" sul ring, davanti a tutti, ce l'hanno descritta come una favola, certamente triste, ma sempre una favola, dove alla fine dell'incontro, nessuno ha vinto, entrambe hanno perso; come a ribadire che a chiudersi nel proprio guscio, ad allontanarsi, a chiudere ogni porta, non si vince mai, la vittoria non è cosa da uomini, ma da eroi.
E ieri sera in Piazza del Fosso, a Viterbo, non c'erano due eroi, ma due semplici e "inutili" uomini.