ANNO 27 n° 269
Viterbese, Deodati e qualche giocatore verso l'addio
Sfumati i sogni promozione vengono a mancare anche quelle poche certezze sul futuro
12/04/2013 - 04:00

VITERBO - Prima la buona notizia, per una volta che ce n’è una: stasera, dalle 22.30 in poi, al Light cafè di via della Palazzina, angolo via Gargana, si suonerà per la Viterbese. La serata s’intitola Viva la Vita, Viva la Viterbese, con tanto di dj, Luca Abati, e il ricavato andrà proprio a sostenere la causa gialloblu. Un’altra puntata, insomma, della colletta messa in piedi dai tifosi per aiutare la squadra (e solo la squadra) in questo ultimo scorcio di stagione, con la società che si è data alla macchia e con tanti problemi economici ancora da risolvere. Da parte dei sostenitori gialloblu, dunque, ecco l’invito a partecipare a questo evento ospitato dal locale proprio davanti allo stadio.

ADDIO SOGNI DI GLORIA E veniamo alle cattive novelle, che quando si parla di Viterbese non mancano mai. La sconfitta con il Casacastalda ha inferto un colpo forse decisivo alle ambizioni della squadra, e parallelamente ha ingarbugliato ancora di più gli scenari futuri. Se infatti c’era una speranza di sopravvivenza, era strettamente legata alla possibilità di conquistare la promozione tra i professionisti. Lo aveva sostenuto anche il sindaco Marini, ottimista a prescindere: “Cerchiamo di chiudere nel modo migliore il campionato – aveva detto il primo cittadino uscente – e poi vedremo cosa succederà. Di certo un club in Lega Pro diventa più appetibile anche per eventuali nuovi proprietari”. Ecco, dopo Casacastalda, buonanotte al secchio.

E ADDIO DEODATI Il primo a tirarsi indietro è stato Angelo Deodati, che poi di fatto è stato l’unico a dimostrare, quattrini alla mano un minimo interesse alle sorti gialloblu. All’imprenditore di Pisoniano una squadra di D non interessa, è un progetto troppo riduttivo per uno come lui, che ha fatto calcio a livelli più alti, e può ancora farlo. Lo ha ribadito in via informale anche alla squadra, convocata a pranzo alla vigilia della trasferta umbra: Angelino in quell’occasione aveva preannunciato anche un premio partita, che ha risparmiato visto il risultato maturato sul campo. Non solo. Dopo la sconfitta di domenica scorsa ecco che Deodati potrebbe pure rivedere le promesse già fatte, cioè l’impegno di fare fronte almeno a due mensilità per i giocatori di qui alla fine della stagione. Ecco che invece adesso Angelino potrebbe defilarsi definitivamente, oppure chiedere un grosso sconto sul dovuto: non pagherebbe più due stipendi, al massimo uno, e vai a capire quando.

ROMPETE LE RIGHE La retromarcia, il ripensamento, dell’unica fonte di finanziamento di cui dispone oggi la Viterbese, potrebbe innescare una reazione a catena con ripercussioni importanti anche sulla squadra. Nel senso: molti giocatori – specie i più esperti e maturi – che finora sono rimasti coperti e allineati agli ordini di Farris, allenandosi e giocando alla grande, con un senso del dovere commovente, ora potrebbero dire basta. E tornarsene a casa. D’altronde, lo avevano già minacciato nella conferenza stampa d’urgenza convocata due settimane fa: “Dopo Pasqua qualcuno di noi potrebbe restare a casa, visto che è impossibile andare avanti col rischio di essere sfrattati da casa e senza stipendi”. E adesso che anche la vittoria del campionato sembra definitivamente sfumata, ecco che alcuni tesserati – nonostante lo spirito di gruppo e la buona volontà dell’allenatore e del direttore sportivo Manfra – potrebbero salutare e andarsene. Magari avviando sin da subito le pratiche federali per ottenere i rimborsi spese che mancano (c’è comunque tempo fino al 30 giugno).

SPERANZA VERTENZA La domanda successiva è: riusciranno i nostri eroi a prendere tutti i soldi che spettano loro? Di certo, invece di aspettare e di credere alle favole e alle promesse – che anche in coincidenza del periodo elettorale aumenteranno a dismisura – farebbero bene a cautelarsi nelle sedi opportune. E anche se a fine anno la Viterbese dovesse chiudere bottega, fallire (ipotesi sempre probabile) avrebbero comunque gli organi federali a tutelarli. Sempre meglio di niente.

BYE BYE GRAZIANI

Un’ultima annotazione per chiudere in bellezza. Nei giorni scorsi, questo giornale ha scritto che l’ex presidente Carlo Graziani avrebbe provveduto a versare la differenza (300 euro circa) per coprire i costi della trasferta in Umbria, già pagata per la maggior parte dai tifosi. Questo non è vero: quei soldi sono stati donati da altri. Purtroppo anche noi siamo caduti nel tranello posto da qualche politico che evidentemente ci tiene a far passare il suo pupillo come un irriducibile mecenate. Lo stesso Graziani, invece, ha ribadito nei giorni scorsi al sindaco Marini la sua decisione di mollare la Viterbese e qualsiasi cosa ad essa correlata. E forse anche questa, in fondo, è una buona notizia.




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