ANNO 27 n° 262
Viterbese, per il ripescaggio servono 400mila euro
Fissati i costi e gli obblighi per accedere ai professionisti: strada in salita
09/05/2013 - 04:00

VITERBO – Il ripescaggio in Lega Pro? E’ possibile, perché l’ineffabile ragionier Macalli (presidente della ex serie C) ha riaperto le porte alle società della serie D. E questa è la buona notizia. Adesso la cattiva: riuscirci sarà durissima, specialmente per la Viterbese. E attenzione, mica perché i ragazzi di mister Farris non se lo meriterebbero: anzi, in campionato hanno fatto faville, e c’è da augurarsi che facciano ancora meglio nei playoff prossimi venturi. No, la questione è diversa, è una questione di burocrazia e soprattutto di soldi. Tanto per cambiare.

Sono appena stati pubblicati dalla Figc i requisiti necessari per fare domanda di ammissione in Lega Pro, appunto. E ciò che si chiede alle società provenienti dalla Lega nazionale dilettanti è un mucchio di documenti e naturalmente di quattrini. Andiamo a vedere.

Le società in forma di società di capitali (è il caso della Viterbese, che è una società a responsabilità limitata) entro il 1 luglio 2013 dovranno produrre copia del bilancio di esercizio con verbale di approvazione più una serie di scartoffie amministrative che qualunque commercialista potrà soddisfare. Ma il brutto arriva al punto 4 delle richieste: “Le società dovranno depositare presso la Lega italiana professionisti la copia originale della garanzia a favore della stessa Lega, da fornirsi esclusivamente attraverso fideiussione bancaria, dell’importo di 400mila euro, rilasciata da banche che figurino nell’albo tenuto dalla Banca d’Italia”. Insomma, le voci che volevano uno “sconto” sulle fideiussioni per agevolare le iscrizioni dei club muoiono qui, con questa richiesta di una fideiussione da 400mila euro che è un macigno sulle speranze di quelle società che non se le possono – e forse non se le potranno mai – permettere. Curiosità: l’accenno alle banche che devono essere riconosciute da Banca d’Italia non è dettaglio. Serve per evitare che si verifichino ancora – come è accaduto negli ultimi anni – spiacevoli casi di fideiussione taroccate o interamente false, rilasciate da sedicenti istinti esteri, dal Lussemburgo alle isole Cayman.

Ancora, un’altra richiesta inderogabile. LE società dovranno depositare alla Covisoc gli estremi di uno o più conti correnti bancari intestati alla società stessa, dedicati esclusivamente ai pagamenti degli emolumenti (cioè degli stipendi), delle ritenute Irpef, dei contributi Inps (ex Enpals) e altri contributi. Insomma: queste informazioni serviranno poi alla Covisoc, durante la stagione, per verificare periodicamente che il club sia stato puntuale nel saldare i conti. Sennò arriveranno subito penalizzazioni e multe.

Finito qui? Macché. La Lega e i suoi organi di sorveglianza pretendono anche il deposito dei budget finanziario della stagione, suddiviso di tre mesi in tre mesi e approvato, la dichiarazione del legale rappresentante del club e del responsabile del controllo contabile, e soprattutto la certificazione del Dipartimento interregionale della Lega nazionale dilettanti dell’inesistenza di debiti nei confronti dei tesserati. Punto, quest’ultimo, che riguarda da vicino la Viterbese, oggetto negli ultimi mesi di diverse azioni risarcitorie da parte di ex giocatori e allenatori.

Questo, tutto questo, è ciò che chiede la Lega Pro per regalare un posto in paradiso. E per evitare di trovarsi tra i piedi, nella prossima stagione, squadre poco serie, senza una lira e destinate al fallimento già prima di Natale. Perciò, meglio cautelarsi prima: il campionato è loro e hanno tutto il diritto di farlo.

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