

di Domenico Savino
VITERBO – Sale la febbre a Viterbo. Il match contro il Casacastalda è alle porte, poco più di 24 ore e sarà solo calcio giocato. E’ la sfida che per la Viterbese vale una stagione. Fermarsi proprio adesso dopo una lunga cavalcata disseminata di intoppi (uno su tutti - il fardello più pesante - la crisi societaria) sarebbe un brutto risveglio Sia per la squadra che si sta abituando a vivere nelle zone alte della classifica, sia per i tifosi che hanno iniziato a crederci.
Prima hanno organizzato la colletta racimolando 900 euro che hanno coperto quasi del tutto le spese per la trasferta in terra umbra (si gioca a Valfabbrica allo stadio Fatabbi). La restante parte (il preventivo si aggirava intorno ai 1200 euro) è stata garantita dall’ex presidente Carlo Graziani, che tra l'altro è stato visto giovedì scorso a colloquio col sindaco Marini in via Ascenzi.
La gente che viaggia e che tifa non vuol fare mancare il calore nella sfida più importante dell’anno. Da Viterbo saranno circa 200 i tifosi pronti a colorare di gialloblu la E45 alla volta di Valfabbrica. Non ci saranno pullman, ma tantissime automobili private cariche di speranza e passione. Con tutta probabilità il settore ospiti del Fatabbi sarà gremito in ogni ordine di posto, un piccolo esodo che ricorda la trasferte di qualche anno fa quando la Viterbese giocava tra i professionisti. La squadra è consapevole dell’importanza della partita. La concentrazione è stata alta per tutta la settimana dopo la breve sosta pasquale. Il gruppo allenato da Max Farris - che non ha diretto la seduta di ieri per motivi personali - è carico, pronto per affrontare i novanta minuti che valgono una stagione. Le motivazioni per una gara simile vengono da sole. In fondo la squadra ha attraversato momenti ben più complessi e carichi di tensione. La tappa di Casacastalda è un altro mattone nella costruzione del muro gialloblu.
Intanto, parallelamente alle vicende del campo (sono tutti a disposizione compreso La Porta, mentre Rapino ha un fastidio alla coscia), si intrecciano quelle societarie. Oggi, con tutta probabilità, la squadra sarà a pranzo a Villa Sofia, la struttura alberghiera di Deodati, il main sponsor i cui denari possono garantire un finale di stagione più tranquillo.
Il gesto dell’imprenditore eco industriale di Pisoniano va letto in chiave positiva, un segnale d’apertura dopo che in un primo momento i rapporti si erano raffreddati (e anche tanto). La Viterbese spera che possano giungere delle rassicurazioni in merito all’aiuto che Angelino cuore d’oro dovrebbe elargire. I giocatori nei giorni scorsi hanno continuato a pensare solo al campo, a tenere occupata la mente solo da episodi legati al calcio. Non è semplice: il rischio è che il logorio sia più di testa che fisico. Intanto c’è il Casacastalda da affrontare per una gara che vale una stagione.