

di Domenico Savino
VITERBO - Inizia il count down per la Viterbese. Che non riguarda solo l'attesa per la partita con il Trestina (palla a centro alle 14,30, diretta su Radio Verde, arbitra Martelli di Lanciano), ma è riferito alla settimana ricca di impegni che attende la squadra gialloblù.
Andando con ordine c'è il Trestina da superare, magari di slancio per rivolgere l'attenzione all semifinale di Coppa Italia contro il Sant'Antonio Abate. Ma guai a considerare gli umbri un avversario abbordabile. Proprio all'andata arrivò una sconfitta bruciante, prologo di altri due capitomboli che costarono il posto in squadra a nove calciatori. Ora sono cambate diverse cose, c'è una Viterbese rinnovata negli uomini, a poco nei risultati che restano altalenanti.
Nell'ultimo turno il Trestina ha battuto 2-1 la Pontevecchio in rimonta: dopo esere passato in svantaggio per la rete di Gramaccia, è arrivato il pari con mancini, poi Grilli in pieno recupero ha firmato il sorpasso. Quindi è squadra che non molla, tenace, che presumibilmente verrà al ''Rocchi'' a fare la classica gara da trasferta, che prevede una buona organizzazione difensiva e attacco degli spazi per sfruttare le ripartenze.
Deve averlo pensato anche Conticchio che per tutta la settimana ha sfogliato la margherita cercando di trovare l'alchimia giusta per dare gioco e vittorie alla Viterbese che nelle ultime sette giornate ha vinto solo due volte contro Sanvino e Pontevecchio e ha segnato l'ultimo gol su azione a Monte San Savino con Storani (15 gennaio). Poi è arrivato il tap in di Lispi contro lo Spoleto da azione seguente corner e il rigore da tre punti di Vegnaduzzo alla Pontevecchio e alla prima giornata l'unico gol di Majella, quello di Vanacore e lo bomber argentino al Deruta.
La squadra nel girone di ritorno ha totalizzato otto punti con una media leggermente superiore al punto a gara. Insomma poco per ambire a qualcosa di importante e par tali ragioni il tecnico sta a lungo riflettendo se riproporre lo stesso atteggiamento tattico di Pierantonio o ritornare al 4-4-2. Probabile che si stia pensando di risparmiare quancuno che finora ha sempre giocato per tenerlo pimpante in ottica Sant'Antonio Abate.
Di conseguenza la scelta cadrà sulla possibilità di aggredire da subito l'avversario o cercare di sfondare il bunker umbro con il gioco ragionato palla a terra e allargare le magla chiuse della difesa avversaria. Di certo la squdra a Pierantonio ha mostrato un piglio diverso e il gol non è arrivato per imperizia della sue punte che stanno attraversando un momento buio.
Inoltre il tecnico è affascinato dalla possibilità di schierare il massimo del potenziale offensivo anche perchè sulle fasce non ci sono esterni in grado di saltare l'uomo con facilità e crossare per le punte. Possibile il rientro in difesa del capitano Nocerino al fianco di Fapperdue e di Piccolo nel cuore della mediana. Majella e Veganduzzo devono giocare: è la medicina migliore per curare i ''mali'' offensivi.
Probabile formazione (4-3-1-2) Santi, Vanacore, Fapperdue, Nocerino, Cherubini; Franzese, Piccolo, Testa; Morini (Mereu); Vegnduzzo, Majella.