ANNO 27 n° 264
Viterbese e Flaminia devono riflettere
E' necessaria un'inversione di rotta, prima che sia troppo tardi
01/11/2011 - 04:00

                                  di Domenico Savino

VITERBO - Il momento che stanno vivendo la Viterbese e la Flaminia Civita Castellana è assai complesso. Ma ci sono alcuni punti in comune che racchiudono i momenti bui delle formazioni della Tuscia: crisi di risultati, difficoltà a regire nei momenti difficili, cambio di allenatore (che nelle due realtà è arrivato in periodi differenti, comunque in questo primo arco di stagione) e quell'incubo dietro l'angolo di finire in maniera ingloriosa una stagione che era partita sotto auspici diversi e che rischia di riservare lo scherzo più amaro, quello di una infausta retrocessione.

Non è il caso di girare intorno ai problemi, di nascondersi dietro le dichiarazioni di facciata: in due mesi di campionato le due squadre hanno fatto pochissimo e non si avvicinano al minimo sindacale. Per la Viterbese è l'inizio peggiore degli ultimi quattro campionati, tutti giocati tra i dilettanti. La Flaminia che si è affidata da una settimana a Lillo Puccica (garanzia di lavoro, passione ed anche risultati se l'ambiente lo permette) è mestamente ultima in graduatoria.

Ogni inizio di settimana è l'occasione per leccarsi le ferite di un week end amaro in cui le avversarie sono riuscite sempre a far meglio e a vincere. Le spiegazioini alle deludenti prestazioni sono sempre le stesse e appartengono al gergo del calcio: azioni prodotte, ma non concretizzate; arbitri che sistematicamente fischiano contro negli episodi dubbi, strigliate di circostanza che non portano alcun frutto. Un rosario di imprecazioni e ricriminazioni fini a se stesse che non portano da nessuna parte.

Ora è necessario guardarsi dentro: fare un'analisi attenta di quello che sta succedendo. Attenzione: non si mette in dubbio la buona fede e di chi sta operando o la conoscenza del calcio dei due tecnici, che hanno calcato i campi più importanti del professionismo calcistico. Ma è il momento di fare una attenta riflessione degli accadimenti. Nel calcio non si inventa nulla, soprattutto tra i dilettanti dove la tecnica è poca e le partite si vincono con l'agonismo e la personalità. Prima che sia troppo tardi, prima che lo scherzetto di halloween presenti un conto salatissimo a fine campionato. 




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