

Giovedì 23 aprile, presso l’Ex Chiesa di San Carluccio l’Arci presenta due importanti iniziative di approfondimento: alle 17:30 la presentazione del libro di Antonio Pennacchi Fascio e martello. Viaggio per le città del Duce alla quale parteciperà come relatore anche Antonello Ricci e la proiezione, alle ore 21:30, del film-documentario Non tacere, con la partecipazione di Don Roberto Sardelli, protagonista del film e di Fabio Grimaldi, regista. Il libro di Antonio Pennacchi rappresenta un percorso di approfndimento sulle città di fondazione fascista. "Una città non è semplicemente un posto dove abita della gente. E dove dorme. Come le stie per i polli. O i campi di concentramento. La città è il posto l'incrocio, la cerniera - dove si svolgono i traffici, gli scambi, le comunicazioni. Ed è per questo che una città non è un museo. Se non è morta. Se è viva si trasforma, inevitabilmente."
Così come si sono trasformate le "città del Duce", quelle innumerevoli "città di fondazione" tirate su dal Regime tutte più o meno sullo stesso modello, e tutte con lo stesso intento: realizzare la rivoluzione agraria che Mussolini aveva promesso ai suoi reduci e su cui voleva fondare l'impero autarchico. Si comincia nel '28 con la bonifica delle Paludi Pontine. Tra la data d'avvio della grande impresa e la sua conclusione nel '35 il Regime elabora - in modo convulso, contraddittorio e per molti versi deciso sul campo - il proprio modello progettuale di città nuova. Sulla base delle topografie messe a punto per i borghi e le città pontine verranno costruite tutte le successive città di fondazione, dalle Puglie alla Libia al Latifondo siciliano.
Non Tacere, invece, è il film che racconta la straordinaria storia di vita di Don Roberto Sardelli e le vicende della scuola 725, che egli fondò nel ’68 a Roma tra i baraccati dell’”Acquedotto Felice”. Il prete andò a vivere in quel luogo di emarginazione condividendo problemi e speranze degli abitanti della periferia romana. Oggi Don Roberto ha deciso di incontrare nuovamente i suoi ex allievi per scrivere come allora ,una lettera al sindaco di Roma denunciando le nuove povertà e le nuove ingiustizie. Per info: www.arciviterbo.it