

“A VITERBO SCOPPIA IL CASO MARINO” Riceviamo e pubblichiamo:
Caro Ignazio, pur provenendo ognuno di noi da diverse esperienze politiche e personali avevamo tutti scelto la tua mozione perché credevamo e crediamo in dei sì e dei no chiari su questioni fondamentali per il paese e per il Pd, e perché volevamo che anche nella Tuscia nascesse un partito finalmente libero da correnti e da capi bastone. A Viterbo così non è stato. Fin da subito, infatti, la tua mozione è diventata, nel nostro territorio, terra di conquista per quelle correnti bramose di “poltrone”, nel tentativo di colonizzarla mettendo bandierine e persone nei posti chiave, al fine di assicurarsi quei voti necessari a fare la differenza nell’eventualità che nelle primarie nessuno dei candidati alla segreterie nazionale regionale raggiungesse il 51 % . Una mozione che alcuni hanno pensato di utilizzare come una sorta di “Cavallo di Troia “ nella quale piazzare i propri soldatini pronti ad eseguire gli ordini nel caso di ballottaggio. Questo è accaduto a Viterbo, dove è stata caldeggiata da Roma a capo della mozione locale una coordinatrice espressione di una ben specifica corrente del territorio che, oltre ad avere male gestito tutta la situazione, non ha fatto altro che cercare di allontanare da essa tutti quelli che - come ci hanno detto a Roma - non si “normalizzavano”, ossia coloro che ( in buona fede e credendo solo nelle tue proposte) non erano organici al disegno che qualcuno a Roma aveva già predisposto per la mozione Marino nel Viterbese. Questo ha fatto sì che molti che si erano avvicinati ed iscritti al Pd solo grazie alla tua candidatura se ne siano andati disgustati. Tale situazione, creata sopra le nostre teste attraverso doppi giochi, cose non dette, riunioni romane, ha fatto sì che noi tuoi sostenitori viterbesi fossimo all’oscuro di tutto, al punto che qualche giorno fa dopo aver scelto, votato e condiviso tutti insieme i nostri candidati per le assemblee regionale (vi è anche un verbale di mozione) e nazionale ed i loro posti in lista in posizioni eleggibili o meno (visto il sistema a liste bloccate) e soprattutto dopo aver firmato le accettazioni di candidatura all’interno della lista , ci siamo invece ritrovati di fronte ad una vera e propria rivoluzione. Infatti, a nostra insaputa e senza che nessuno sottoscrivesse le nuove liste, abbiamo appreso che da Roma avevano cambiato tutto, candidature, posizioni con addirittura veti sulle persone. Abbiamo saputo, inoltre, che tutto ciò era stato già deciso da tempo e che pertanto le nostre scelte erano ininfluenti e frutto di una farsa, avendo già deciso di escludere i tuoi sostenitori viterbesi ritenuti a loro dire “non affidabili” perché non affiliati a quella corrente. Sono stati preferiti un candidato di Roma a Viterbo e, per le liste regionali, una candita già scelta a suo tempo come coordinatrice del gruppo, Serenella Ranucci, espressione di una corrente del Pd Viterbese ritenuta “amica”. A corollario di tutto ciò, vi è stata la paradossale situazione per cui, una volta saputo l’accaduto, qualcuno non avrebbe voluto più rimanere nemmeno in lista come candidato. Ma questo, purtroppo, non gli è stato consentito e “democraticamente” è stato lasciato in lista. Caro Ignazio, incredibile ma vero, questa è la situazione che noi a Viterbo abbiamo vissuto, stretti e stritolati da giochi e correnti più grandi di noi e fatti a nostra insaputa. Ma per il bene di chi? Noi, che abbiamo corso in lungo ed in largo fin dal principio per tutti i circoli della provincia sostenendo con forza le tue proposte e presentando con la testa e con il cuore la tua mozione, noi, che pur non provenendo da nessuna corrente credevano nel Pd che avevi delineato e in un'unica corrente - quella delle persone – noi, che conosciamo i nostri territori e che avremmo voluto rappresentarli al tuo fianco, proprio noi siamo stati messi all’angolo perché “non normalizzati” e certamente “non normalizzabili”, così come invece avrebbero voluto i vertici romani. Caro Ignazio il nostro non è un atto d’accusa nei tuoi confronti, ma piuttosto un grido di dolore da parte di chi ha creduto, crede e continuerà a credere in quello che è scritto nella tua mozione e che invece lo vede calpestato, forse a tua insaputa , da chi questa mozione vuole usare ad altri fini. Grazie comunque di esserti candidato.
Giacomo Barelli iscritto PD Mozione Marino Simona Gatto iscritta PD Mozione Marino Daniela Volpi iscritta PD Mozione Marino