ANNO 27 n° 275
VITERBO - "Provincia insensibile alle soluzioni contro l'inquinamento"

Riceviamo e pubblichiamo:

Sono socio di un'azienda che da oltre 20 anni lavora nel settore del trattamento
acque reflue e rifiuti organici. In questi anni abbiamo sempre proposto soluzioni
ecologiche e volte al recupero delle acque e dei rifiuti; forse anche per questo
motivo non ci siamo arricchiti.

Siamo una realtà  imprenditoriale della provincia viterbese, all'avanguardia nel
settore a livello nazionale. Tra le altre cose ci occupiamo anche del trattamento
delle "acque di vegetazione", residuato liquido della lavorazione dei frantoi
oleari. Queste adv rappresentano, oggi, per i frantoiani un problema ed un costo notevole; esse sono viste e trattate, da una parte della normativa vigente, come un rifiuto dannoso per l'ambiente.

Da sempre, invece, la stessa legge vigente (D.L.217 ex Legge 748) prevede che le
stesse adv possano divenire, dopo un apposito trattamento, una risorsa agricola,
ossia un ammendante in grado di dare ai terreni un notevole e benefico apporto di
sostanza organica che può rivitalizzare il terreno.

Noi sosteniamo questa soluzione e lo facciamo in tutta Italia.
Considerati anche solo alcuni elementi:
- perdurante siccità ,
- impoverimento organico dei terreni,
- rischio desertificazione,
- aumento dei costi di produzione per i nostri frantoiani in confronto ai concorrenti
stranieri,
- riutilizzo di un'acqua che altrimente finirebbe tal quale su terreni più o
meno incolti, nei fossi, o nelle fognature creando problemi di depurazione e di
cattivi odori, il semplice buon senso dovrebbe portare, chi ha a cuore l'ambiente, a promuovere la soluzione della trasformazione in ammendante di queste adv.
La bontà di questa soluzione è stata ultimamente appurata anche dall'Università
di Viterbo.

La nostra azienda, rivolgendosi all'Amministrazione Provinciale di Viterbo:
- non ha chiesto la promozione di una singola soluzione,
- non ha chiesto sovvenzioni economiche,
- non ha chiesto favori regolamentari,
la nostra azienda HA CHIESTO ALL'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE, nella persona
dell'Assessore all'Ambiente:
- di fare una CIRCOLARE INFORMATIVA ai frantoiani della Provincia ed agli organi
preposti al controllo dello smaltimento delle adv SU TUTTE LE POSSIBILITA'  DI
GESTIONE DELLE ACQUE DI VEGETAZIONE PREVISTE DALLA NORMATIVA VIGENTE, allo scopo di informare, soprattutto gli organi di controllo, della SEMPLICE ESISTENZA E VIGENZA di una norma (D.L.217 ex Legge 748) spesso sconosciuta ed ignorata.

Questa mancata conoscenza della norma (D.L.217 ex Legge 748)  genera spesso la paura del frantoiano di vedersi comminare una sanzione contro cui dovrà , per vincere, intraprendere un contenzioso lungo e noioso. Il tutto, semplicemente per mancanza di informazione.

Questo chiedevamo all'Amministrazione Provinciale: DI INFORMARE.

Le risposte ricevute da giugno ad oggi sono state del tipo: la faccio parlare
con Tizio, poi con Caio e poi con Sempronio (avremo parlato almeno con tre
dirigenti diversi del settore Ambiente), non è¨ competenza della Provincia,
non posso fare una Circolare di mia iniziativa, non sono Mussolini.

Conclusione:
- NESSUNA AZIONE DI INFORMAZIONE DA PARTE DELLA PROVINCIA,
- nessun sostegno a soluzioni ecologiche!
- nessuna promozione e collaborazione né con la realtà  imprenditoriale del nostro
territorio (la nostra azienda ed i frantoiani) né con gli organi di controllo,
- nessuna promozione economica.

Pensavo che un Assessorato all'Ambiente dovesse servire a promuovere, informare,
proporre, sostenere quello che è¨: ecologico, rispettoso della legge, economico.
Secondo voi?

(Mi rendo disponibile a controbattere a qualsiasi risposta-commento da parte
dell'Amministrazione Provinciale nonché ad approfondire la descrizione della
vicenda

Emanuele D'Orazi




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