

VITERBO - “Una decisione dissennata, epilogo di una storia triste e avvilente di mala gestione della cosa pubblica”. Così Alvaro Ricci, vice-capogruppo del Pd in consiglio comunale, e Francesco Serra, vice-presidente della V commissione (società partecipate), commentano il provvedimento con cui il Cev aprirà la mobilità entro il 31 agosto per 25 lavoratori con mansioni amministrative.
“Nonostante le ripetute rassicurazioni, a partire da quanto sinora dichiarato dal sindaco Marini, circa il mantenimento dei livelli occupazionali dei dipendenti delle partecipate – dichiarano – i fatti dimostrano il contrario: per 25 famiglie è sopraggiunto l’incubo di finire sul lastrico”.
Una scelta che i rappresentanti del Partito democratico a palazzo dei Priori giudicano scriteriata. “In questo modo – accusano - a pagare il disastro economico di Cev e Francigena saranno i lavoratori, anello debole e indifeso di una catena politico-amministrativa che ha dimostrato di aver fallito su tutti i fronti”.
“Da parte del gruppo del Pd – continuano – non solo la solidarietà, ma soprattutto l’impegno a difendere i lavoratori, a chiarire le responsabilità, a formulare proposte per la salvaguardia dei livelli occupazionali e della qualità dei servizi della città di Viterbo”.