ANNO 27 n° 260
Viterbo e Rieti cenerentole del Lazio
Lo rivela il rapporto ''Agenda 2013'' dell'Eurispes, presentato ieri mattina a Roma
12/12/2012 - 04:00

VITERBO - ''Da un punto di vista quantitativo Viterbo è l'unica provincia nella quale il numero di imprese è calato negli ultimi 10 anni (nel 2001 rappresentava il 7,07% del totale imprese regionali, nel 2011 la quota si è ridotta al 6,32%). Rieti è quella in cui sono localizzate il minor numero di imprese registrate, solo 15.232 unità, che rappresentano appena il 2,5% del tessuto produttivo regionale. Roma, che continua ad essere dominante sul resto della Regione dal punto di vista economico, potrebbe accentrare altre risorse a seguito della riforma sull'area metropolitana inserita nel decreto sulla spending review''.

E’ quanto si legge nel rapporto ''Agenda Lazio 2013'' dell'Eurispes e dell'Associazione ex consiglieri regionali del Lazio, secondo il quale, dal punto di vista economico, la riforma delle province ormai affossata al Senato, se venisse applicata, ''potrebbe provocare nel Lazio un aumento del divario tra città più sviluppate e aree con maggiori criticità. La Regione, già schiacciata dal gigantismo romano – prosegue -, vedrebbe da una parte le province più dinamiche, Frosinone e Latina, e dall'altra, Rieti e Viterbo, unite in un'unica realtà, impantanarsi nella scarsa crescita che le ha caratterizzate finora''.

Secondo il documento, presentato ieri al Tempio di Adriano a Roma, ''il forte squilibrio evidenziato dai principali indicatori (il numero di imprese romane nel 2005 rappresentava poco meno del 72% dell’intero tessuto imprenditoriale regionale, mentre nel 2011 le oltre 450 mila imprese registrate corrispondono al 74% del totale regionale) potrebbe dunque accentuarsi. Rieti e Viterbo cenerentola dell'economia sia nei confronti di Roma sia rispetto alla costituenda provincia di Latina e Frosinone che confermerebbe la propria forza nel settore agricolo e nel numero di società di capitali (Latina è la seconda provincia laziale in termini di società di capitali)''.

Il rapporto indica nell’export e nei cosiddetti ''contratti di rete'', il principale volano economico per superare la crisi. Ma Viterbo e Rieti sono fanalini di coda anche su questi fronti. Mentre le province di Latina e Frosinone, per quanto riguarda il commercio con l’estero, sono oltre le medie regionale e nazionale, tanto che nel 2011 hanno superato anche Roma e provincia, Viterbo e Rieti restano al palo. Analoga la situazione per quanto riguarda i ''contratti di rete''.

'A Roma – spiega il rapporto - le imprese che li hanno sottoscritti sono 24 (34 imprese coinvolte), a Latina 4 (15 imprese coinvolte) e a Frosinone 3 (5 imprese coinvolte). Al contrario, nelle altre due province, Viterbo e Rieti, nessuna azienda ha ancora ritenuto opportuna la collaborazione con altre imprese'.

A Viterbo, infine, langue anche la banda larga. Una vera iattura se si tiene conto che ogni 10% di penetrazione può determinare una crescita del Pil dell'1%, senza contare le ricadute occupazionali: 80 posti di lavoro ogni 1.000 nuovi utenti.




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