ANNO 27 n° 276
VITERBO Il Pd in cerca di nuovi equilibri

VITERBO – Se gli autoconvocati del Pd di Viterbo volevano una prova di forza, non sembra che siano riusciti nell’intento. Nei giorni scorsi, con il tam tam degli sms i democratici viterbesi, o meglio un gruppo di loro, si è autoconvocato nella sede di via Cardarelli perché a loro questa storia del commissariamento della segreteria proprio non va giù.

Chi era presente giura per la verità che di gente (una cinquantina di persone) ce n’era pure. Ma tra qui e dire che tutti avevano un “unico sentimento” ce ne corre.

Sembra infatti che si sia riproposto quel filo conduttore che accompagna il Pd sin dalla sua nascita. Da una parte gli sposettiani a menare le danze, dall’altra i fioroniani a vedere che aria tira.

Chi, “democristianamente”, pensava che l’aria, fosse quella del “volemose bene”, anche in quella occasione ha dovuto ricredersi. Per carità, qualche accenno di benevola e democratica paternale c’è pure stato, ma, come si sa, specie in politica, la facciata e le buone maniere sono una cosa, mentre i sentimenti e i risentimenti sono un’altra cosa.

Della serie: ma che vi mettete a fare-aspettiamo un attimo-vedrete che poi le cose si aggiustano. E alla fine gli sposettiani hanno mantenuto le posizioni.

I fioroniani continuano invece a guardarsi intorno e a contarsi. Le domande sono: vedranno qualcuno? E ancora: i conti torneranno?




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