ANNO 27 n° 263
Viterbo ''libera'' entro il 2013
Tavola rotonda di Confartigianato per affrontare la problematica
16/01/2013 - 04:00

di Domenico Savino

VITERBO – Anche Confartigianato si occupa dell’emergenza arsenico. Ieri pomeriggio la sala conferenze dell’associazione viterbese era affollata di cittadini e operatori commerciali desiderosi di ascoltare lo stato dell’arte sulla presenza dei dearsenificatori in città e sulle modalità di attuazione di un percorso in grado di “bonificare” sia il capoluogo che l’intero territorio della Tuscia, ''territorio di natura vulcanica e nel quale la presenza di arsenico c’è sempre stata'' - si è detto.

Confartigianato ha voluta mettere insieme allo stesso tavolo politici, amministratori e dirigenti della Asl per provare a fare chiarezza su una delle più grandi emergenze della Tuscia dal dopoguerra a oggi. C’erano sindaco e vice sindaco di Viterbo, Marini e Buzzi, c’erano gli assessore provinciali Bianchini ed Equitani, il presidente della Talete Marco Fedele, il dirigente del dipartimento igiene ed alimenti della Asl Daniele De Santis.

La situazione è particolarmente pesante, dal momento che molti cittadini si rifiutano di pagare le bollette, poiché l’acqua non è potabile e ancora non sono in funzione gli impianti di dearsenificazione utili a renderla pulita.

La buona notizia è che Viterbo sarà bonificata entro l’anno in corso. Per le  zone scoperte dai dearsenificatori continueranno a funzionare le “casette” dell’acqua per l’approvvigionamento sicuro. Le zone di Tobia e Carcarelle già a febbraio potranno dirsi completamente risanate dal problema.

Discorso differente per la provincia ,nella quale in tutto saranno 54 i dearsenificatori installati; ma bisognerà attendere l’aggiudicazione delle gare d’appalto in programma il 15 febbraio 2013.

Per avere l'intera Tuscia dearsenificata bisognerà attendere perciò tutto il 2014.

Intanto ci sono i cittadini e gli esercenti che quotidianamente convivono con l’emergenza: “Per noi – afferma uno di loro – è un momento critico. Al danno si aggiunge la beffa di dover necessariamente installare un impianto di dearsenificazione quando poi fra un anno in città l’acqua sarà pulita e buona”. Per l’acqua ad uso alimentare, le imprese dovranno dotarsi di un dearsenificatore o potranno utilizzare acqua di sorgente.

Tanti gli argomenti sviscerati ancora durante l'incontro: dai costi per affrontare l’emergenza (37 milioni di euro, la quota parte della città capoluogo si aggira intorno ai 7 milioni), ai tempi di attivazione e alle aggiudicazioni delle gare d’appalto. E’ stato l’assessore provinciale Paolo Equitani a sottolineare l’importanza di comunicare ed informare puntualmente i cittadini.

“Solo negli ultimi anni la questione arsenico è stata affrontata come avrebbe dovuto – ammette -. E’mancata la programmazione, l’indicazione di un percorso preciso che permettesse di risolvere la problematica. Aggiungo che in passato avevamo proposto due soluzioni al problema dell’arsenico che riguardano la miscelazione di acqua “buona” con quella arsenificata o la possibilità di trasferire e distribuire l’acqua dal lago di Bolsena a tutta la provincia, ma non ci è mai stato dato ascolto”. Il riferimento di Equitani è alla Regione Lazio - che avrebbe dovuto affrontare di petto il problema.

Poi conferma la possibilità di rendere Viterbo libera dall’arsenico: “Contiamo – afferma - entro il 2013 di eliminare dalla città capoluogo il problema arsenico; per ciò che riguarda i comuni in cui il quantitativo dell’elemento chimico supera i 20microgrammi/litro sono in fase di completamento gli impianti, mentre nei comuni in fascia tra i 10 e i 20 microrammi sono in fase di aggiudicazione le gare d’appalto”.

Il sindaco Marini ha puntato l’attenzione sull’ “esigenza di affrontare a tempo debito le emergenze, non esagerando con le proroghe perché poi i problemi diventano dei cittadini che si ritrovano a pagare bollette maggiorate. Sentirsi sindaco in un periodo simile è davvero difficile”.

Marco Fedele, presidente di Talete - la società che gestisce l’acqua pubblica – ha annunciato che è in via di ultimazione una profonda mappatura della città in cui sarà segnalata la presenza di arsenico zona per zona: “Addirittura – dice – sulla stessa via, a seconda del serbatoio di approvvigionamento, si possono rilevare quantitativi differenti di arsenico. Cercheremo di fornire ai citadini segnalazioni dettagliate anche in questi casi”.

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