ANNO 27 n° 261
VITERBO Macchina di Santa Rosa, Berlusconi: "Tornerò per rivederla"

“Io conosco l’Italia della gente anche perche’ sono sempre stato tra la gente, soprattutto nello sport, che non e’ solo dei facinorosi ma della gente per bene”. Cosi’ ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo avere assistito al trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo, definita dal premier “una serata emozionante, verro’ anche l’anno prossimo”.

Una serata che ha confermato l’esistenza di “un’Italia fantastica, che ha radici forti e tradizioni solide, un’Italia a cui dovremmo dare piu’ pubblicita’”. Il premier, prima che i facchini entrassero nella chiesa di San Sisto per ricevere la benedizione ''in articulo mortis'', si e' affacciato da una finestra del palazzo della Prefettura.

Quindi, circondato dalla ressa dei giornalisti, ha raggiunto il palazzo dei Priori. Da qui si e' diretto alla cosiddetta ''finestra del Papa'', riservata all'ospite d'onore della manifestazione, la stessa finestra da cui si era affacciato Giovanni Paolo II nel maggio del 1984.Durante la sosta della Macchina a Piazza del Comune il premier ha ricevuto la visita di una delegazione del "Facchini" con il presidente del sodalizio Capoccioni, il capofacchino Rossi, capeggiata dal sindaco Giulio Marini.

All'incontro erano presenti il vescovo, monsignor Lorenzo Chiarinelli, il prefetto Alessandro Giachetti e il questore Raffaele Micillo. Subito dopo, mentre gli invitati di Palazzo dei Priori erano già nel giardino, è ridisceso intrattenendosi con la folla dei giornalisti ''Sono qui - ha confermato Berlusconi, sorridendo - perche' avevo fatto una promessa in campagna elettorale.

Ed io l'ho voluta mantenere come ho fatto con tutte le altre''. Il Cavaliere ha apprezzato l'accoglienza calorosa dei cittadini ricordando che il governo, proprio perche' mantiene le promesse, ha raggiunto un indice di popolarita' alto, al 67%.

Berlusconi si e' concentrato sulla cerimonia: ''Questa sera - ha tagliato corto - parliamo solo di Santa Rosa''.

Ha fatto un brevissimo accenno ad argomenti di politica interna parlando della necessità della riforma della pubblica amministrazione e del federalismo. Uscendo in piazza del Comune è stato nuovamente accolto da un applauso. Berlusconi, quindi, ha lasciato Viterbo.




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