VITERBO Natalini: "Il Comune destini spazi alle donne vittime di violenza"
VITERBO - Il consigliere comunale del PD Linda Natalini interviene sul tema della sicurezza attraverso un comunicato stampa:
"Avrei voluto iniziare queste mie riflessioni con una frase ironica , mi chiedevo se i Sindaci italiani avessero voluto ricordare , a modo loro, il quarantennale del ’68 mettendo in pratica uno dei principali slogan di quell’anno “La fantasia al potere”.
Perché sono veramente fantasiose le iniziative dei vari Sindaci, su tutto il nostro territorio per vietare qualsiasi cosa , in nome della sicurezza, mettendo tutto nel frullatore mediatico che allontana dalla verità e dalle soluzioni ponderate, organiche, le uniche veramente efficaci.
Avrei voluto iniziare così ma, come sempre, la realtà supera qualsiasi fantasia, anche la più sfrenata; questa notte, nella nostra città è stato compiuto l’ennesimo atto di violenza su una donna , ed allora l’ironia deve cedere il passo alla preoccupata riflessione.
La sicurezza è un bene prezioso, la tranquillità non è solo un diritto dei cittadini , è anche una condizione necessaria e non negoziabile per permettere lo sviluppo della società, anche economico, le ragioni dell’arretratezza delle regioni meridionali sono da ricercare anche nella mancanza di sicurezza e legalità; è giusto, perciò , che ognuno, per quanto di sua competenza si adoperi per raggiungerla e mantenerla.
Ma sicurezza non è cacciare i lavavetri o i mendicanti, il cui unico torto ( a meno che non delinquano, e per questo ci sono le forze dell’ordine) è quello di ricordarci di essere più sfortunati di noi , e , mentre siamo seduti nelle nostre comode macchine questi pensieri sono fastidiosi, come una mosca da scacciare con la mano.
Sicurezza non è vietare ed obbligare “ope legis” i giovani a rispettare i luoghi pubblici , il riposo degli altri , i monumenti che ci sono stati dati in prestito dalle generazioni passate e che noi dobbiamo riconsegnare a quelle future.
Per ottenere risultati dobbiamo , con tenacia, con pazienza , riscoprire , noi per primi e far riscoprire ai giovani il valore della cosa pubblica , che non è di nessuno perché di tutti, ma l’esatto contrario, il valore delle regole, dell’essere e non dell’avere.
In questo la nostra generazione ha sbagliato, a tutti i livelli, dobbiamo emendare velocemente questi errori, e non con divieti inutili ed inefficaci , ma rimuovendo le cause.
Come amministratori e politici abbiamo il dovere di mettere in atto un progetto organico , condiviso, a partire dalle piccole cose: dare nuovo slancio alle politiche giovanili, fornire di risorse i pochissimi luoghi sociali per i giovani di questa città (il “Progetto Giovani”) , creare altre occasioni di socializzazione attiva, perché i ragazzi si sentano parte di una comunità e non individui soli, sciolti da ogni regola condivisa perché nessuno ha insegnato loro il valore di essere parte di un tutto, con diritti e doveri.
Ma come donna ad una violenza schifosa e diffusa come quella contro le donne, sul corpo delle donne voglio dedicare l’ultima parte di queste mie riflessioni.
Due episodi , avvenuti in questi ultimi giorni ci devono far riflettere: dopo un furto compiuto ai danni di una coppia, i ladri hanno violentato la donna, in nome di uno spirito belluino per cui le donne erano bottino di guerra; con gli uomini c’è il combattimento, più o meno alla pari, per le donne c’è lo stupro.
Piccola variante per l’episodio occorso nella nostra città : la donna era sola, andava punita per non aver cercato in un partner un simulacro di sicurezza., per cui il maschio doveva umiliarla , con la violenza.
Ma non voglio che questi miei pensieri siano solo riflessioni ad alta voce, non è giusto, non possiamo permettercelo come donne e non posso permettermelo come amministratrice di questa città.
Sono senz’altro molte le cose da fare ma, credo, sarebbe utile iniziare anche da quelle più semplici ed a portata di mano: esistono nel patrimonio del Comune spazi da utilizzare per accogliere donne vittime di violenza, li richiesi anni fa, non ottenendo risposta , reitero la richiesta adesso e lo farò nelle sedi opportune, perché così ci faremmo carico del problema, che non è solo di ordine pubblico, ma culturale e sociale.
Avere un luogo dove accogliere le donne, ma anche supportare le organizzazioni che con fatica si occupano da anni del problema, con fatica e tra mille difficoltà, diffondere una cultura non violenta questo sì significherebbe avere a cuore la sicurezza dei cittadini , a partire da quelle su cui l’abuso è quasi un passaggio obbligato, un modo per ribadire una superiorità che è solo fisica.
Abbiamo il coraggio di operare scelte coraggiose e non solo di facciata".
Linda Natalini
Consigliere comunale P.D.