VITERBO Prosegue C’era una volta Viterbo in camicia nera. Italia 1921, 1932, 1943
VITERBO - Secondo lo storico Eros Francescangeli c’è oggi, in numerose città italiane (ma in numero comunque limitato), un’emergenza-fascisti ma non un’emergenza-fascismo. Per quanto aggressivi e pericolosi in certe realtà (Viterbo fra queste), i sedicenti gruppi neofascisti sono del tutto minoritari e residuali rispetto alla pervasività e ai numeri necessari per influire sul quadro della politica di massa.
Laddove il modello più affine a valori e metodi del fascismo storico sembra oggi incarnato dal populismo xenofobo, razzista e sessista della Lega. Fuorviante, per quanto suggestivo, ogni tentativo di analogia tra il contesto storico dell’immediato primo dopoguerra italiano (ed europeo) e quello attuale. Radicalmente diverso, per esempio, l’atteggiamento delle istituzioni (polizia e magistratura fra le altre), rispetto alle attuali recrudescenze di “pseudo-squadrismo”.
Questi alcuni dei nodi fondamentali emersi ieri sera nell’incontro con Francescangeli e il fotografo Daniele Vita.
Stasera tocca a “Sottoassedio” ma è già tutto pronto per domani e dopodomani.