

Riceviamo e pubblichiamo
Eraldo, Eraldo caro, i tuoi occhi si sono spenti nel sonno eterno della morte e, forse, nel tuo ultimo barlume di coscienza, hai avuto la sensazione di perdere il Paradiso che stavi vivendo su questa terra; un Paradiso percepito negli affetti familiari più cari, più belli, più luminosi, come il volto delle tue amatissime nipotine Martina e Michelle, come l’affetto di tua figlia Nadia, di tua moglie Leontina, di Eklas la bambina adottata a Nablus e di tutti i parenti ed amici che hanno condiviso con te momenti meravigliosi ed emozionanti.
Oggi, in questo giorno di dolore, vogliamo rivolgerti il nostro saluto, il nostro ringraziamento per la tua esistenza che ha impreziosito la vita di tutti coloro che hanno avuto la fortuna ed il privilegio di condividere con te esperienze di lavoro o di semplice amicizia.
Per molti, sei stato un punto di riferimento, un faro luminoso, un maestro di vita; il senso di umanità, di onestà, di altruismo, di correttezza e di coraggio, che hanno sempre caratterizzato il tuo modo di fare e di proporti agli altri, ha fatto breccia nelle coscienze di molti, soprattutto nelle persone indifese e più bisognose di aiuto, coinvolte nelle difficoltà piccole e grandi della quotidianità e alle prese con gli aspetti più spiacevoli della vita.
I tuoi libri ed il tuo modo di fare giornalismo libero ed indipendente, hanno suscitato speranza e voglia di riscatto in coloro che ripudiato le ingiustizie, i soprusi, le vessazioni e i privilegi che ammorbano questo mondo. In te, nei tuoi comportamenti e nelle tue convinzioni, hanno preso forma e vigore gli interessi e le tutele per realizzare una società migliore, più umana, solidale ed elevata.
Non di meno è stata la tua proverbiale generosità, tanto nei gesti piccoli ed immediati, quanto nella programmazione di lavori editoriali a supporto delle tante opere caritatevoli che hai inteso devolvere anche ai bisognosi di terre lontane.
Caro Eraldo, mentre gustavi forte il desiderio di fare ancora tante cose in questa direzione, il morbo che cresceva in te, il “mostro”, come tu lo chiamavi, recideva qualsiasi speranza, qualsiasi possibilità di continuare a vivere nel Paradiso terreno che la tua anima sentiva di assaporare pienamente. La conoscenza del funesto verdetto non ha scalfito la tua serenità, la tua perseveranza e soprattutto la tua fede nella Promessa Divina che ti ha dato tanta forza per fronteggiare un calvario di sofferenza tremendo e devastante. Hai chiuso gli occhi con questa certezza, nell’abbraccio degli affetti più cari e nel calore della tua casa, dopo aver lasciato una indelebile traccia di vita encomiabile che resterà un grande esempio di coerenza, di signorilità, di impegno e di abnegazione per tutti.
Caro Eraldo, prima di affidarti alla Misericordia di Dio, vogliamo ancora una volta ringraziarti con tutto il cuore per ciò che sei stato per tutti noi, parenti, amici, conoscenti, per ciò che hai insegnato a chi ti è stato vicino nelle tante iniziative da te messe in campo per l’affermazione dei diritti e della dignità di ogni essere umano ma, ancor di più, per quanto il tuo generoso cuore ha saputo effondere a chi ti ha chiesto aiuto e speranza.
A te il Paradiso e a noi la tua presenza nel nostro cuore per sempre.
I tuoi amici
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Lega Federalista: “Addio Eraldo, esempio della migliore Viterbo”
“Con Eraldo si spegne un pezzo della migliore Viterbo”, così Lega Federalista. “Con grande dolore apprendiamo la notizia della morte del giornalista Eraldo Delle Monache – continua Lega Federalista -. Una voce critica, sempre attenta a quanto è accaduto in città in questi decenni. Lo ricordiamo con emozione come conduttore della storica trasmissione di TeleViterbo ‘Fatto del giorno’.
Poi, in compagnia di un altro storico giornalista viterbese, Mario Cipolloni, come coconduttore di ‘Spalla a Spalla’ su Rete 24. Delle Monache ha amato profondamente la sua Viterbo. Come giornalista sportivo raccontò anche il pugilato, quale corrispondente della storica rivista nazionale Boxe Ring. Nota la sua grande amicizia con il beniamino dei viterbesi Luigi Malè e con il commendatore Alberto Ciorba, recentemente scomparso.
Eraldo fu anche al fianco di un altro “leone” viterbese quale fu Luigi Daga. Chi lo ha conosciuto bene ricorderà il suo rammarico per tutto l’insieme di vicende che portarono all’abbandono dell’Ospedale Vecchio. Sempre dalla parte della gente, Eraldo. Lontano dalle logiche di Palazzo e dal potere. Ha lasciato anche tanti libri. Tra cui ‘La voce di Meco Torso’ e ‘Democrazia Assassina’. Noto anche il proprio impegno a favore delle popolazioni povere della Palestina.
Aveva adottato anche una bambina a distanza. Si tratta di Eklas, ragazza della Cisgiordania. Ogni anno Eraldo si recava sul posto per portare aiuti. Con lui se ne va un esempio, che speriamo possa essere ricordato anche tra le nuove generazioni”.