

Nonostante la crisi, nel 2008 la contrazione dei consumi nel Lazio è stata più contenuta rispetto al panorama nazionale: la spesa complessiva per l'acquisto di beni durevoli è calata del 5,9% sul 2007, contro l'8% nazionale. Il Lazio conferma la crescita del reddito pro capite (+4%, pari a 19.247 euro), con una spesa per abitante nell'acquisto di beni durevoli superiore alla media nazionale.
E' quanto emerge dall'Osservatorio annuale Findomestic Banca.
Il reddito pro capite del Lazio è stato, nel 2008, pari a 19.247 euro, con un aumento del 4% rispetto al 2007, poco sotto la media nazionale.
Scendendo a livello provinciale, Roma risulta la provincia più ricca della regione con 19.983 euro di reddito pro capite; seguono Viterbo con 18.085 Euro e Rieti con 17.201 Euro. Rispetto al 2007 a registrare la crescita maggiore è Frosinone con 16.987 di euro pro capite, pari a una crescita annuale del 5,3%. A chiudere la classifica è Latina con 16.952 euro.
La capitale continua a detenere il primato della spesa media familiare per beni durevoli (3.044 euro), mentre Rieti è la provincia che, con il livello di spesa media più basso (2.542 euro per famiglia).
Le cifre del comparto mobili hanno inciso maggiormente sui bilanci familiari, dopo le spese per auto nuove e usate. Roma rimane la realtà più consistente, in termini di volumi di spesa, con 1.150 mln di euro; segue Latina con 160 mln, Frosinone con 152, Viterbo con 91 e Rieti con 48 mln di euro.
Per quanto riguarda gli elettrodomestici bianchi (lavatrice,frigorifero, lavastoviglie, etc.), dei 408 mln di euro spesi nel Lazio, 317 sono stati spesi a Roma, 33 a Latina, 32 a Frosinone, mentre restano invariati i consumi per le province di Viterbo (19) e Rieti (8).
Quanto all'acquisto di elettrodomestici bruni (televisore, videoregistratore, stereo), Roma si mantiene in testa alla classifica dei consumi con 322 mln di euro; segue Latina con 35 mln, Frosinone con 33, Viterbo con 18 e Rieti con 8.
Quanto al comparto informatica, che nel complesso vale 106 mln di euro nel 2008, a Roma scende a 90 mln di euro mentre tutte le altre province chiudono la classifica a grande distanza e con volumi di vendite in discesa.