ANNO 27 n° 272
VITERBO Suicidio nella clinica Villa Rosa
VITERBO - «La morte del detenuto 42enne in una casa di cura di Viterbo ripropone, con drammatica urgenza, il problema dei detenuti con problemi psichici in carcere». Lo ha affermato il Garante dei Diritti dei Detenuti del Lazio Angiolo Marroni commentando la notizia del suicidio di un detenuto agli arresti domiciliari nella clinica psichiatrica Villa Rosa di Viterbo.

Nei mesi scorsi due detenuti con problemi psichici erano morti nelle carceri di Frosinone ea Regina Coeli. Lo scorso luglio, inoltre, un agente di polizia penitenziaria di Rebibbia Nuovo Complesso si era ucciso sparandosi un colpo di pistola.

«Purtroppo in carcere e nel mondo che ruota attorno al carcere si continua a morire - ha aggiunto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni - Il carcere è una realtà dura che, a volte, fa apparire insuperabili i problemi quotidiani soprattutto per chi ha già problemi psichici con cui convivere. E’ evidente che la patologia psichiatrica non può essere gestita solo con il carcere o l’uso massiccio di farmaci.

Per ogni tipo di malattia è importante intervenire con tempestività garantendo le cure adeguate. In un momento in cui si parla sempre più di reati da punire con il carcere e di certezze delle pene, non vorrei passasse in secondo piano il fatto che chi è in carcere è pur sempre un cittadino di questa società con diritti fondamentali, come quello alla salute, che non possono essere sospesi».



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