ANNO 27 n° 276
Viterbo Veritas intervista il regista Yimer e il portavoce di Amnesty International Italia Noury
venerdì 31 luglio ore 21:10 andrà in onda su Retesole la puntata riguardante le brutali modalità con cui la Libia, finanziata dall’Italia e dall’Europa, domina i flussi migratori In occasione della proiezione del film documentario “Come un uomo sulla terra” in concorso ad Est Film Festival di Montefiascone (VT), Viterbo Veritas ha intervistato il co-regista Dagmawi Yimer e il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury Il film documentario “Come un uomo sulla terra” racconta agli italiani cosa si nasconde dietro gli accordi con la Libia. È un’opera di impegno sociale, civile ed umano che rappresenta sullo schermo le indegne condizioni in cui versano migliaia di migranti africani e le brutali modalità (donne ripetutamente stuprate e uomini indotti al suicidio dalle terrificanti torture) con cui la Libia, finanziata dall’Europa e dall’Italia - sia con i governi di centro-destra che di centro-sinistra -, blocca i flussi migratori. A seguito della proiezione del film avvenuta il 26 luglio a Montefiascone (VT) in occasione di Est Film Festival, Viterbo Veritas ha intervistato il co-regista Dagmawi Yimer e il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury. Dagmawi Yimer: “Tutto quello che noi subiamo in Libia è grazie alla richiesta che è stata fatta dall’Italia e dall’Europa per fermare i flussi migratori. Alla fine noi paghiamo tutto questo soltanto perché l’Europa non vuole questo flusso. Quindi la Libia viene finanziata dall’Italia e dall’Europa per far fermare in ogni modo e con ogni mezzo gli immigrati.” Riccardo Noury: “Da anni il nostro Paese, con una politica condivisa da governi di centro-desta e centro-sinistra, ha dato il suo contributo ad un fenomeno globale che è quello del restringimento della limitazione del diritto d’asilo, dei diritti degli emigranti, e dei richiedenti d’asilo da rifugiati, e l’accordo con la Libia ne è l’esempio dell’attuazione più tragica. Un accordo e una politica che ignorano completamente il tema dei diritti umani e che non prendono in considerazione il trattamento che i migranti subiscono nei Paesi di transito come la Libia. Il tutto sembra quasi rispondere a un motto: occhio non vede, cuore non duole. Basta che non sbarchino a Lampedusa, e poi quello che a loro succede in un luogo che noi non vediamo a noi non ci interessa.” Dagmawi studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è imbattuto in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica, responsabile di indiscriminati arresti e disumane deportazioni. Sopravvissuto alla trappola libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in Italia, a Roma, dove ha iniziato a frequentare la scuola di italiano Asinitas Onlus, punto di incontro di molti immigrati africani coordinato da Marco Carsetti e da altri operatori e volontari. Qui ha imparato non solo l’italiano ma anche il linguaggio del video-documentario. Così ha deciso di raccogliere le memorie di suoi coetanei sul terribile viaggio attraverso la Libia, e di provare a rompere l’incomprensibile silenzio su quanto sta succedendo nel paese del Colonnello Gheddafi. Diretto da Andrea Segre e Dagmawi Yimer in collaborazione con Riccardo Biadene, “Come un uomo sulla terra” è un viaggio di dolore e dignità, attraverso il quale Dagmawi riesce a dare voce alla memoria quasi impossibile di sofferenze umane, rispetto alle quali l’Italia e l’Europa hanno responsabilità che non possono rimanere ancora a lungo nascoste. Il documentario si inserisce in un progetto di Archivio delle Memorie Migranti che dal 2006 l’associazione Asinitas Onlus (www.asinitas.net) sta sviluppando a Roma in collaborazione con ZaLab (www.zalab.org), gruppo di autori video specializzati, e con AAMOD – Archivio Audioviso Movimento Operaio e Democratico. Il film è stato prodotto da Marco Carsetti e Alessandro Triulzi per Asinitas Onlus e da Andrea Segre per ZaLab. Il film, con il patrocinio di “Amnesty International”, sarà protagonista di 200 proiezioni nella sola Italia a cui si aggiungono quelle di Parigi, Lisbona e Lipsia. 7000 i firmatari della petizione con cui si chiede di fermare le violenze inflitte dalla polizia libica al fine di arrestare l’emigrazione verso l’Europa; chiarire le responsabilità italiane, dirette o indirette, rispetto alla situazione; avviare una missione di assistenza umanitaria in Libia. Tra i firmatari Dario Fo, Marco Paolini, Marco Baliani, Erri De Luca, Francesca Comencini, Goffredo Fofi. Viterbo Veritas è un programma di inchiesta giornalistica e libera informazione ideato e curato da Daniele Piovino, con la collaborazione per le riprese e il montaggio di Paolo Lanzi. Le repliche andranno in onda sabato 25 luglio ore 20:15 e domenica 26 luglio ore 21:55 Per sintonizzarsi sull’emittente televisiva Retesole: Viterbo e provincia: ch. 51 - 57 Roma e provincia: ch. 34 – 25 Per seguire la puntata dal WEB e per informazioni sulle altre frequenze: www.retesole.it



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