ANNO 27 n° 263
VITERBO

VITERBO - Sabato 20 marzo torna a Viterbo la Storia della Musica alternativa napoletana per presentare l'ultimo album "fuori mercato".

All’inizio era ‘Biska’ per testimoniare la passione del gruppo per il suono caraibico, poi gli incontri ravvicinati con ambienti mitteleuropei ne accentuano l’interesse verso un suono metropolitano. Il commento sonoro agli esordi del “Falso Movimento” di Mario Martone ispira la successiva lettura “artistica” della musica dance. L’ “Anomalia” del gruppo comincia a prendere forma mentre la definizione della sua musica diventa sempre più ardua. Gli ingredienti però sono chiari: la musica nera, il rock, il punk, certa musica iterativa, il gusto melodico.

Dopo la fortunata partecipazione ad importanti Festival Europei inizia la sua avventura live nel continente. Questo è anche il momento in cui l’attività all’estero si allarga considerevolmente e ciò comporta un progressivo abbandono della scena nostrana. Partecipazione alla Biennale di Barcellona. Tour in Italia, Francia, Svizzera, Spagna, Belgio, Ungheria, Olanda e Guadalupe per il Waka Festival. In questi anni che vanno dal 1983 al 1989 Bisca registra e pubblica 3 album e 2 ep, distribuiti anche in europa.

”Tripobondè”, ovvero Bisca incontra i percussionisti senegalesi di Doudou N’Diaye Rose, è lo spettacolo realizzato in Francia nel ‘90 che segna l’inizio di topo" e 'la bomba intelligente; e di una serie di singolari contaminazioni: “Note scunusciute”, scritta a quattro mani con Nino D’Angelo; il Mix “Sottattacco dell’idiozia” con Almamegretta e 99 Posse; il sodalizio Bisca99Posse dal ‘93 al ‘96 con oltre 400 concerti e primo gruppo italiano nato dal basso a raggiungere le classifiche dei dischi più venduti ; “Allah”, cantata dai Musicisti del Nilo ; la performance “Le parole del cielo basso” che vede la partecipazione di Licia Maglietta, Piero Pelù, Daniele Sepe, Marco Baliani, Nino D’Angelo.

Quasiasi genere o definizione starebbero stretti al suono dei Bisca . Un suono che il gruppo ha inseguito e consolidato nella sua tumultuosa e viva esperienza e che di genere, o di “generico” ha ben poco, visto che rivendica ancora e sempre la sua unicità.




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