ANNO 27 n° 265
VITERBO

Riceviamo e pubblichiamo:

Arriva Marrazzo e assieme a Mazzoli festeggiano quattro anni di amministrazioni di centro sinistra alla Regione e alla Provincia. Certamente assisteremo alla solita parata propagandistica su due amministrazioni il cui fallimento è sotto l’occhio di tutti. Ma andiamo per capitoli. 1. Lo stile di governo. Sia in Regione, ma soprattutto in Provincia, i nuovi governi di centro sinistra il giorno dopo il loro insediamento non hanno lesinato un messaggio ben chiaro: l’assalto alla diligenza. Dove per diligenza è la cosa pubblica. Mazzoli in pochi giorni ha voluto colmare un gap di potere che durava ormai da dieci anni: l’occupazione tramite amici e compagni di partito di ogni spazio occupabile. Ha nominato subito 8 assessori, mentre da sempre il numero dei membri di Giunta era stato di 6. Ha nominato un direttore generale, nella figura di un suo compagno di partito, che oltre l’insegnamento o la politica, non ha mai esercitato funzioni manageriali. Ha piazzato, sempre con rapporti cosiddetti fiduciari e cioè a chiamata diretta, militanti dei partiti che formano la maggioranza sotto forma di segreterie politiche (circa una decina di unità). Si è dato da fare anche sul fronte della dirigenza, anche qui dando seguito ad una serie di chiamate a carattere politico (senza concorso), che poi si è dovuto mangiare a seguito della inconsistenza professionale delle persone nominate. I continui spostamenti di dirigenti sono la cartina di tornasole. Per non parlare delle spese di rappresentanza. I capitoli affidati direttamente al Presidente Mazzoli, e dunque al di fuori di ogni logica di trasparenza e evidenza pubblica, sono aumentati a dismisura, sia in numero che in stanziamento. Si va oltre le spese di cerimoniale, dallo sviluppo economico alla concessioni di contributi a manifestazioni, culturali, di promozione dei prodotti tipici, di promozione turistica, missione all’estero, ecc. le cosiddette “Markette”, utili cioè a dimostrare che lui è un sovrano caritatevole e i cittadini sono sudditi. Avrà pensato che la Provincia fosse una specie di “Palazzo di inverno” (Rivoluzione Russa), che una volta conquistato, dovesse essere spogliato di ogni avere, quasi saccheggiato, non preoccupandosi del fatto che le risorse a disposizione in un periodo di crisi dovessero essere impiegate, non per soddisfare le esigenze della politica, ma per dare più efficienza ai servizi forniti ai cittadini, nel segno della trasparenza, delle pari opportunità e dell’efficacia degli interventi. 2. La Sanità. Qui il duo Marrazzo – Mazzoli & Co ha dato il meglio di sé. Il Presidente regionale aveva iniziato con una mossa demagogica: abolire il ticket a tutti, ricchi e poveri, occupati e disoccupati, facendo esplodere la spesa farmaceutica e per le prestazioni di analisi. Anche qui di fronte al disastro economico, evidenziato anche dalle scelte del governo Prodi, ha dovuto fare marcia indietro, passando di colpo a partecipazioni della spesa da parte degli utenti veramente gravose. Nel frattempo il deficit sanitario regionale è salito alla stelle, malgrado la riduzione dei servizi forniti. Emblematico è il caso delle rette a carico dei ricoverati nelle strutture di RSA, divenute ormai intolleranti per pensionati e non solo per quelli “cosiddetti” sociali. Si è assistito anche ad un attacco occupazionale della sanità privata, letteralmente strangolata, forse per problemi ideologici da parte degli Assessori di Rifondazione Comunista o a svendite di pezzi di sanità pubblica per opera di funzionari regionali nominati dalla Regione stessa. Insomma il consuntivo è presto fatto: più tasse a carico dei cittadini, meno servizi e più dequalificati e un deficit ormai fuori controllo, che determinerà nuove tasse e nuovi tagli e così via in un circolo che potremo ben definire disastroso. 3.Le infrastrutture. Il libro dei sogni o meglio le promesse di Marrazzo e Mazzoli hanno dato il risultato che è sotto gli occhi di tutti. Le incompiute rimangono incompiute: solo adesso sono cominciati i lavori del tratto della trasversale sino a Cinelli, malgrado i continui proclami, mentre per il tratto fino a Tarquinia, non si hanno notizie, nè progetti. E la viabilità provinciale, sia quella tradizionale di competenza che quella ex ANAS è ridotta ormai ad un colabrodo. Si tappano le buche continuamente e continuamente le buche riappaiono: magia dell’assessore Rizzello. 4. L’agricoltura La stagione della Giunta Regionale precedente, sotto la direzione dell’allora assessore Iannarilli, è ricordata come il periodo d’oro per l’impiego dei fondi del PSR. Non solo si è speso tutto quanto finanziato dalla Comunità Europea, ma si è attinto anche ai fondi non spesi delle altre Regioni. Ed ora? Per quanto riguarda il PSR 2007-2013, I nostri agricoltori non solo non ha ancora preso un euro, ma non è stato approvato nessun progetto da essi presentato. L’altro giorno dopo una sosta praticamente dal 2005, anno di insediamento della Giunta Marrazzo, l’assessore Valentini ha voluto personalmente consegnare gli atti di finanziamento dei primi insediamenti dei giovani. Dopo quattro anni di ritardo, i giovani agricoltori sono dovuti andare a Roma ad assistere ad una celebrazione ingloriosa. La Giunta Marrazzo, dietro le pressioni degli assessori verdi, consenzienti gli assessori provinciali del centro sinistra, ha penalizzato i cacciatori laziali, negando loro attività venatorie consentite anche nelle vicine Regioni Rosse, come la Toscana e l’Umbria. Ha addirittura azzerato le deleghe a favore delle Province, a suo tempo approvate da Storace, tagliando ingenti fondi al decentramento. Anche qui gli assessori provinciali di centro sinistra non hanno battuto ciglio. Sono state approvate leggi, pressoché inutili come quella del Distretto Rurale dei Cimini, che non decolla e forse mai decollerà. 5. Il Lavoro e la Formazione Professionale. Questa è una materia dove la Provincia ha gradi competenze. Eppure i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Malgrado siano gestiti da assessori che si dichiarano comunisti, sempre più evidente è il distacco tra formazione e mondo del lavoro. Ma Picchiarelli è più interessato a lottare per la pace nel modo più che al futuro dei nostri figli. E che di dire di Di Meo. I servizi per l’impiego sono allo sfascio, malgrado il balletto dei Dirigenti, e il precariato avanza. Basti vedere i risultati in Provincia: all’insegna dell’occupazione del potere la precarizzazione dei nuovi assunti ha raggiunto livelli preoccupanti. E le poche stabilizzazioni effettuate sono dovute alle battaglie della minoranza e del centro destra. 6. L’ambiente Il fallimento delle Giunte di centro sinistra è più evidente per quanto riguarda l’ambiente. La situazione al limite del fallimento della Talete per la gestione dell’acqua è ormai nota a tutti. E per i rifiuti? Il piano dei rifiuti approvato e voluto dall’assessore Piazzai non è un “libro dei sogni”, ma un libro di “fregnacce”. Non solo la raccolta differenziata non decolla secondo le imposizioni di legge, non solo non è stato individuata nessuna forma credibile di chiusura del ciclo (termovalorizzatori ecc.), ma si va avanti alla giornata, espandendo l’unico ricettacolo che è la discarica di Monterazzano, per fare un favore ai Reatini, con costi sempre più alti per i nostri cittadini. L’organizzazione dell’assessorato è poi allo sfascio. Le procedure per il nulla osta del vincolo idrogeologico ormai hanno accumulato un ritardo abissale con grave danno per gli utenti. Per non parlare dei controlli sulle acque, abbandonate alle sole iniziative della magistratura. Complimenti “ottima” amministrazione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Francesco Battistoni consigliere provinciale PDL




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