ANNO 27 n° 263
VITERBO

Riceviamo e pubblichiamo:

Tagli indiscriminati, licenziamenti in massa dei precari, più alunni nelle classi e meno scuole. A pochi giorni dall’apertura del nuovo anno scolastico il panorama che ci appare davanti è quello di una devastante “riforma” che lascia dietro sè un cumulo di macerie. Solo nella Provincia di Viterbo 86 i lavoratori non rinnovati tra il personale ATA e 148 tra gli insegnanti; 120 i pensionamenti non coperti da nuove immissioni in ruolo. Sono spesso lavoratori che hanno sopperito con la loro efficienza ai, già pochi, fondi a disposizione delle scuole. Cosa ne sarà delle loro famiglie? In un periodo di gravi crisi economica in cui si cerca di salvaguardare anche il singolo posto di lavoro, nella scuola, il Governo, attua un licenziamento senza pari nella storia. Giuseppe Fioroni, oggi Responsabile Educazione del PD, con il precedente Governo Prodi aveva previsto di dare una risposta definitiva a tutti coloro che da anni lavorano precari nelle nostre scuole e contemporaneamente avviare una riforma seria per il reclutamento del personale, che bandisse il precariato, chiudendo le graduatorie permanenti ed aprendo quelle ad esaurimento. Ci troviamo invece a subire l’annosa propaganda pubblicitaria del grembiulino e del maestro unico, mentre si procede al più grave smembramento dell’assetto scolastico. Invece d’investire in educazione, formazione e ricerca si assiste ad un patetico tentativo di “racimolare” pochi denari, mettendo di fatto la scuola italiana in ginocchio. Questi dati non rappresentano soltanto l’incertezza per il futuro professionale dei lavoratori, ma denunciano anche la mancata continuità didattica per gli studenti. Nella propaganda mediatica a cui siamo stati sottoposti per mesi, ci è stato assicurato che gli alunni sarebbero stati, in media, 18 per classe e comunque non più di 26; nell’unica bozza di Regolamento che circola le cose appaiono però diverse e aumentano i parametri minimi e massimi: 30 per le scuole medie superiori e 29 per le scuole medie inferiori, con un incremento fino al 10%. Il tutto è traducibile nella possibilità di arrivare anche a 33 alunni per classe. Questo incremento produrrà gravi effetti sui livelli di apprendimento, oltre ad un diffuso mancato rispetto delle norme di sicurezza. C’ è stato assicurato che nessuna scuola sarebbe stata chiusa, ma dal Piano Programmatico si evince chiaramente che chiuderanno le scuole sotto i 50 alunni. Crediamo che sia profondamente sbagliato operare in modo generalizzato, prendendo a riferimento solo il parametro del numero degli alunni; razionalizzare la rete scolastica significa operare un intervento puntuale, accorpando quando possibile e giusto, favorendo una vera e responsabile autonomia dei territori. Il piano così come strutturato dal Ministro Gelmini non fa che togliere alla scuola il ruolo di istituzione profondamente radicata nei territori, luogo d’identità, educazione e futuro. A tutto questo nessuno dà voce… il Partito Democratico continuerà con forza la sua battaglia di opposizione in tutte le sedi e in tutte le forme, per rimanere al fianco delle famiglie, degli studenti e del personale della scuola, perchè crediamo in una Scuola Pubblica di qualità, che permetta ad ogni cittadino di usufruire del diritto costituzionale all’istruzione.

Simona Sacconi Responsabile cultura PD Provinciale VT




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