ANNO 27 n° 266
Vittime di un padre padrone

Private di gas, acqua calda, riscaldamento e, a volte, costrette a dormire in una porcilaia. Minacciate con un fucile. Queste, e altre vessazioni, sono state denunciate da due ragazze, oggi maggiorenni, dopo che, nel 2007, il rapporto tra il padre e la madre si è scisso con una separazione, e i nuovi assetti familiari le hanno, in una certa misura, rese autonome.Lo racconta il "Corriere di Viterbo". Le situazioni denunciate, sfociate in un’indagine per maltrattamenti, hanno fatto finire l’uomo, descritto come un padre-padrone, davanti al giudice. Il processo, dopo il rinvio a giudizio dell’uomo, comincerà a giugno. A denunciare l’uomo, un pensionato di Bagnaia, anche la moglie. Questa, nel processo, si è costituita parte civile. Le figlie, invece, non lo hanno fatto: vogliono però che, attraverso il processo, venga accertata la verità. Quella che raccontano, e che hanno steso nero su bianco con una denuncia, è una storia che, durata anni, richiama quelle di altri tempi.




Facebook Twitter Rss