

DUE autori e due libri sono al centro della giornata di lunedì proposta da Caffeina. Si parla di Italia, di quello che è accaduto, che sta accadendo e forse di quello che accadrà.
Al centro il libro di Oliviero Beha, giornalista di peso nel panorama italiano, ‘Dopo di lui il diluvio’. "Noi fummo i Gattopardi, i Leoni, quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra…” scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e dalla parafrasi dell’immortale Gattopardo, nella quale gli “sciacalli” sono coloro che ridono al telefono del terremoto dell’Aquila, parte Oliviero Beha per una ricognizione tra le macerie materiali e immateriali del Paese. L’autore si domanda che cosa succederà quando sarà finita la stagione di Berlusconi, se davvero “dopo di Lui” ci sarà “il diluvio”. Perché Berlusconi è il prototipo di quel “berlusconismo”che ha attecchito a destra e a sinistra. Per arrivare a concludere che non siamo più una “democrazia”, che tira aria da “Weimar” sia pure “all’amatriciana”, che ogni giorno che passa è peggio e il risveglio del Paese si allontana. Ma non è detto, ci sono albori all’orizzonte. Appuntamento ore 22 a Piazza Cappella.
Altro momento importante è la presentazione nel cortile de La Zaffera, ore 22, di ‘Questo è il paese che non amo. Trent’anni nell’Italia senza stile’. Sarà presente l’autore, Antonio Pascale, uno dei più amati scrittori italiani, che con questo suo ultimo lavoro fa i conti una volta per tutti con il nostro paese. E scrive un saggio sull’Italia contemporanea a metà tra l’autobiografia sentimentale e l’inchiesta sul campo. Perché, si chiede insieme a noi, l’Italia negli ultimi vent’anni è diventata una nazione ammalata di narcisismo di massa, arrogante, invecchiata ma infantile, sempre propensa a sfuggire a ogni forma di responsabilità individuale – un paese bigotto e immorale? Perché, intorno a noi, senza che ce ne accorgessimo veramente, è avvenuta questa trasformazione forse irreversibile? E noi, quanto siamo complici di questo guasto? E come possiamo ripararvi?
Interessante alle 21,30 nel cortile di San Carluccio il libro di Fabio Geda: ‘Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari’. Saranno presenti l’autore e il protagonista Akbari. Una storia vera, il protagonista, colui che in prima persona racconta la sua storia, è un ragazzo afghano che oggi vive a Torino e che, per essere salvato, è stato "abbandonato" dalla madre...
Ma cominciamo dall'inizio, altrimenti la storia può essere incomprensibile. Enaiatollah inizia con il racconto della mattina in cui (ha probabilmente dieci anni) si ritrova da solo in Pakistan dove era stato portato, tra mille difficoltà, dalla madre.
Il padre era stato derubato e ucciso da dei banditi e la cosa aveva provocato nei pashtun, che erano i proprietari delle merci che gli erano state rubate, un desiderio di vendetta o meglio di risarcimento per il danno subito: prendere come schiavo un figlio di quell'uomo era un buon risarcimento. L'etnia a cui Enaiatollah appartiene è quella hazara, disprezzata sia dai talebani che dai pashtun, e sua madre non aveva nessuna possibilità di evitargli quella fine disperata se non portarlo lontano dall'Afghanistan.
Da non perdere la mostra al Due Righe Book Bar di Mohammad Hassan Zade dal titolo ‘Irandom. Uno sguardo all’Iran’. Opening ore 19:30.
Il pomeriggio si Caffeina apre alle 19 con Francesco Dimitri che presenta il suo ‘Alice nel paese delle vaporosità. Alle 23 Cosimo Argentina parla del libro ‘Cuore di Cuoio’ nello Spazio libreria del teatro mentre alla stessa ora, cortile San Pellegrino, Vins Gallico presenta il libro ‘Portami Rispetto’.