

VITERBO – (roc) Il taglio del nastro l’hanno fatto, come era giusto, i giovani democratici che hanno organizzato la festa, ma è toccato al segretario provinciale Andrea Egidi inaugurare oggi pomeriggio la Festa dell’Unità in piazza San Carluccio.
Presente all’inaugurazione anche il sindaco Leonardo Michelini, che il segretario del Pd ha ringraziato pubblicamente per aver concesso lo spazio cittadino, ‘’cosa che – ha specificato Egidi – negli altri anni non ci è stato concesso’’.
‘’Questa Festa dell’Unità – ha quindi detto Egidi presentando anche la mostra su Fabrizio De André, concessa dall’omonima associazione di Canepina– sarà all’insegna di Faber e dei sui temi più significativi: economici, politici, sociali’’.
‘’Parlare degli ultimi – ha aggiunto il segretario del Pd – negli anni del berlusconismo era un’oscenità e anche nella sinistra, ancora oggi, c’è chi storce il naso. Mi auguro che, magari partendo da questa festa e dall’entusiasmo che ci hanno messo i nostri giovani, il Pd torni dalla parte degli ultimi e Viterbo diventi la città che li ascolta e li assiste’’.
L’invito è stato immediatamente raccolto dal sindaco, il quale ha rivelato un aneddoto: ‘’Appena sono diventato sindaco – ha detto Michelini – mi ha contattato monsignor Bernini, vescovo emerito di Albano e mio insegnante di fisica. Le uniche parole che mi ha detto dopo i complimenti sono state ‘ricordati degli ultimi’. Parole che mi hanno fatto particolarmente piacere, anche perché - ha poi aggiunto il primo cittadino rivolto ad Egidi – quei temi non sono cari soltanto alla sinistra ma anche alla tradizione dei cattolici democratici che forse mi sento più vicina’’.
Per il resto solite facce, solito clichè, soliti gruppetti che si formano a seconda che arrivi Fioroni o Sposetti, che naturalmente si salutano a malapena con un cenno del capo.
Presenti anche quasi tutti gli assessori, tra cui una sempre elegante Alessandra Zucchi, un abbronzatissimo Alvaro Ricci e una meno abbronzata Luisa Ciambella.
Va rimarcato lo sforzo organizzativo dei giovani democratici che, nonostante anni di assenza e il periodo post vacanziero e ante Santa Rosa, hanno svolto un lavoro degno di nota, ma quando inizia il confronto tra Fioroni il vice ministro Fassina sul tema ‘’Lavoro ed equità: dalle parole ai fatti’’ la platea, esclusi giornalisti e addetti ai lavori, non era quella che si dice delle grandi occasioni.
Quando poi la moderatrice dell’Unità rivolge la prima domanda sulle vicissitudini giudiziarie di Berlusconi, qualcuno non regge e se ne va. Chi gli dà torto scagli la prima pietra.