ANNO 27 n° 259
Voleva salutare il figlio in piscina
Questa una delle ipotesi sulle cause dello schianto dell'ultraleggero con a bordo Riccardo Cori
10/08/2011 - 11:00

Sono stati visti volare a bassa quota forse per permettere alla donna a bordo di salutare il figlio che era in piscina, poi l'aereo ultraleggero sul quale viaggiavano si è schiantato rovinosamente a terra.

E' questa una delle ricostruzioni fatte dagli inquirenti per ripercorre gli ultimi istanti prima che lo Sky Arrow con a bordo Riccardo Cori, 45enne di origini romane ma residente a Montefiascone, con domicilio anche a Vitorchiano e Ronciglione, precipitasse ieri mattina nei pressi di Nera Montoro, in provincia di Terni. Insieme all'uomo, a bordo del veicolo c'era anche Eszter Mohacsi, 31 anni, originaria dell'Ungheria ma residente da tempo a Nera Montoro. Entrambi sono morti sul colpo.

Cori, ritenuto da tutti un ottimo istruttore, lavorava per la Ro.Ri, la società proprietaria della clinica Santa Teresa, come autista e vigilante, ed aveva due figlii: Rachele di 15 anni, avuta dalla prima moglie, e Davide di appena un anno, avuto dall'attuale compagna.

Per quanto iguarda la dinamica dell'incidente di ieri, alcuni testimoni - secondo quanto ricostruito dai carabinieri - avrebbero visto il velivolo volare a bassa quota nei pressi della piscina dove si trovava il figlio della donna e non si esclude che l'urto con dei cavi elettrici possa aver fatto perdere il controllo del mezzo.

Si è appreso intanto che l'autorità giudiziaria umbra ha disposto l'esame autoptico sulla salma di Cori, il cui svolgimento è previsto fra domani e dopodomani.

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