ANNO 27 n° 261
... E il Pd neanche lo sapeva
I Democratici aspettano il prossimo consiglio provinciale prima di sbilanciarsi
05/10/2011 - 07:21

E' l'ora di pranzo quando il presidente della Provincia Marcello Meroi chiama i quattro assessori del Pdl per comunicare la revoca delle deroghe, è pomeriggio inoltrato quando il Pd, o meglio il suo capogruppo, lo viene a sapere solamente perché informato dalla stampa.

Se la maggioranza di Palazzo Gentili non dorme di certo sonni tranquilli, neanche l'opposizione può starsene, però, così sulle nuvole, non ''approfittando'' di un momento talmente delicato che potrebbe portare anche alle elezioni anticipate e a quel punto ci sarebbe da galoppare, eccome.

''Quello che sta accadendo in giunta è la conseguenza di come sia nata questa maggioranza - commenta, una volta informato dei fatti, il capogruppo del Pd Federico Grattarola - ossia costruita la notte precedente la consegna delle liste. In questi mesi la politica viterbese non è stata altro che autoreferenziale, pensando solo al ballo delle poltrone, non affrontando i problemi reali che affliggono il territorio: dalla questione precari, alla scuola, alla crisi economica e via dicendo. Non comprendiamo come si possa perseverare per mesi in una situazione di completo stallo anteponendo ai temi importanti, che attengono allo sviluppo e alle azioni da mettere in campo per cercare di uscire il prima possibile da questa crisi che non dà speranza e distrugge le aspettative, uno spettacolo veramente indegno e desolante''.

''Ovviamente questa situazione ci preoccupa - aggiunge Grattarola - ma prima di esprimerci al riguardo e di decidere una linea d'azione aspettiamo il consiglio provinciale che si terrà giovedì e la formalizzazione della revoca delle deleghe. Certo in un momento in cui si parla di tagliare le Province perché ritenute enti inutili, cosa che io non credo assolutamente, agendo in questo modo non facciamo altro che avvalorare questo pensiero''.

A questo punto bisognerà vedere se realmente questa opposizione sia in grado di farsi valere e proporsi come valida alternativa ad un'amministrazione che è sempre più allo sbaraglio, ostaggio di lotte intestine, di cui neanche i Democratici, però, sono immuni.

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