

VITERBO – (roc) Alessandro Romoli resta segretario provinciale dell’Udc e Bigiotti presidente. Lorenzo Cesa non commissaria niente e nessuno ma “concede” una sorta di ufficio politico che, oltre agli stessi Romoli e Bigiotti, sarà composto da Paolo Barbieri (capogruppo al comune di Viterbo), Francesco Galli (consigliere provinciale), Angelo Corsetti (vice segretario comunale di Viterbo) e Giuseppe Brachetti (vice segretario provinciale).
All’incontro con il segretario nazionale del partito, avvenuto ieri in tarda mattinata, erano presenti anche il capo segreteria Antonio De Poli e il responsabile Enti Locali Mauro Libè.
Alla fine la decisione di Cesa, in perfetto stile centrista si direbbe, ha accontentato capra e cavoli, tranne, forse, De Poli, che la settimana scorsa aveva discettato sullo statuto del partito, entrando anche in polemica con Romoli.
Statuto o non statuto, infatti, il segretario nazionale dell’Udc avrebbe indicato la via del buonsenso. Quella via che, istituendo intorno alle figure provinciali del segretario e del presidente, un gruppetto di “saggi”, permetterebbe di stemperare le tensioni prima che arrivino direttamente al comitato provinciale e al direttivo.
Le figure affiancate agli organi rappresentativi – fanno sapere non senza soddisfazione i vertici provinciali – hanno soltanto parere consultivo.
Basterà per placare le ire dei 45 firmatari delle lettere che invocavano il commissariamento? La risposta si avrà soltanto nelle prossime ore. Ma la sensazione è che la partita vera si cominci a giocare soltanto adesso.
Dopo aver ottenuto il potere consultivo, è difficile pensare che Santucci e Brachetti si accontentino soltanto di questo. Con consistenti frange del partito ormai schierate (pare, ad esempio, che tutto il movimento femminile penda dalla labbra di Santucci) appare quantomeno inverosimile che, una volta sollevato il coperchio, lo si voglia richiudere senza prima aver messo in pentola qualcosa.
E a dimostrazione di ciò, sarebbe in corso un passaparola che vedrebbe i santucciani confrontarsi proprio in queste ore sugli ultimi risvolti e sul da farsi.
Gianmaria Santucci fino a questo momento non ha voluto commentare la situazione, né, a maggior ragione, indicare possibili scenari. Ed è prevedibile che non lo faccia ancora per un po’.
In compenso Francesco Bigiotti esprime tutta la sua soddisfazione dopo l’incontro con Cesa: “Resta tutto come era – dice – tranne la formazione di un gruppo che avrà il compito di sintetizzare le posizioni di tutti prima di arrivare alle decisioni. Direi che è la soluzione migliore, al di là delle polemiche e delle ultime fibrillazioni interne”.
E a dimostrazione che qualcosa è cambiato, almeno dal suo punto di vista, annuncia anche la ripresa dei lavori del gruppo dell’Udc in Provincia: “Proporrò alla nostra delegazione a Palazzo Gentili di riprendere i lavori – conferma Bigiotti – con la massima fiducia verso il presidente Meroi e in linea al programma che tutti insieme abbiamo condiviso”.
Resta ora da vedere se quella che appare una “tregua armata” si trasformerà in una pace vera. E’ la politica, bellezza!
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