

VITERBO – In vista delle elezioni comunali piovono liste nel centrodestra viterbese. Quello che una volta era un Pdl unito potrebbe scomporsi in più formazioni che si presenteranno per essere giudicate, e votate, dagli elettori della città dei Papi.
L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, sarebbe quella dell’ex assessore Daniele Sabatini, il quale nella confusione generale in cui versa il partito starebbe dando vita a un movimento, sempre inserito nel quadro politico di centrodestra, che attingerebbe le sue risorse umane e il contributo di idee e programmi nel mondo del lavoro.
Non sarebbe esattamente una ‘’Rivoluzione civile’’ vista da destra, ma comunque, almeno nelle intenzioni di Sabatini, una sorta di opzione civica. Nulla a che vedere, ovviamente, con riferimenti o adesioni alla ‘’scelta civica’’ di Mario Monti.
Con il Pdl ancora impegnato nelle candidature alla Camera, al Senato e alle regionali del Lazio, il lavoro sulle liste per Palazzo dei Priori è l’ultimo anello di una filiera che rischia di penalizzare, o magari di far trovare fuori tempo o fuori posto, chi invece nel partito guarda alle comunali con maggiore attenzione.
In questo senso potrebbero leggersi i posizionamenti di Filippo Rossi, che ancora non ha sciolto i suoi dubbi, ma anche quelli della neo formazione Fratelli d’Italia che vedrebbe bene Paolo Bianchini come candidato sindaco, oppure la proposta di Abdrea Scaramuccia della Destra che vorrebbe che solo dal primo turno scaturisse il candidato per tutta la coalizione.
In attesa che i conti si facciano con l’oste, anzi con gli osti Marini, Battistoni e Arena, e con le ostesse Allegrini e Birindelli, molto del centrodestra viterbese sembra prepararsi al peggio.
E in questo senso, ora, si muoverebbe anche Daniele Sabatini, uno degli assessori ‘’licenziati’’ da Marini dopo la crisi estiva che portò ad un nuovo accordo con una costola del Pdl rappresentata da Fracassini, Marcucci e Bracaglia e quindi ad una nuova giunta.
Sabatini infatti sarebbe il coordinatore di un movimento che porterebbe alla nascita di almeno altre due liste che concorrerebbero alle comunali nell’ambito del centrodestra. Un progetto ambizioso, ma anche uno sforzo organizzativo di grandi proporzioni. Basti soltanto pensare che solo per le liste sarebbero coinvolte decine e decine di persone e che, oltretutto, sarebbe un lavoro se non sotterraneo, quantomeno non esposto sotto i riflettori.
Di candidato sindaco non se ne parla, ma è difficile pensare che lo stesso ex giovane assessore possa sottrarsi a capeggiare le formazioni che ha raggruppato.
I candidati di Sabatini proverrebbero in massima parte dal mondo del lavoro, delle professioni e del volontariato. Ma come si fa a non vederci dietro anche il sostegno politico di qualcuno.
Dei quei pochi o di quei tanti, dipende dai punti di vista, che hanno qualcosa da chiedere, da recriminare, o magari da proporre o da correggere in quella che non appare più una fede cieca all’ortodossia di partito imposta dall’alto. Anche se l’alto si chiama Silvio Berlusconi.
Ma tuttavia anche questo non basta, ancora non basta, ad evitare i conti con gli osti e con le ostesse.
Se poi nel Pdl, pare di capire, si continuerà ad andare per ordine sparso, allora le truppe saranno già schierate, se invece tutti vorranno un accordo si entrerà nel merito.
Come dire: se vuoi la pace, preparati alla guerra…
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