

VITERBO - Gli esami clinici e la Tac cui è stato è stato sottoposto Cristian De Cupis, il detenuto di 36 anni morto nel reparto di medicina protetta dell'ospedale Belcolle di Viterbo il 12 novembre scorso, non avevano evidenziato nulla che potesse far ipotizzare un imminente pericolo di vita.
È quanto si è appreso oggi negli ambienti medici che hanno assistito il detenuto. De Cupis, tossicodipendente, era stato già ricoverato la scorsa estate nel reparto di malattie infettive di Belcolle, presso il quale presta servizio il dottor Giulio Starmini, primario del reparto di medicina protetta.
'Nonostante le tante problematiche - ricordano gli addetti - era un ragazzo tranquillo. Qui da noi si era sempre comportato bene. Subito dopo il ricovero - aggiungono - aveva riferito di essere stato malmenato dagli agenti che lo avevano arrestato alla stazione Termini di Roma. Sul corpo aveva delle escoriazioni e qualche ecchimosi, ma non sappiamo di che origine fossero, dove e come se le era causate o se gli erano state provocate'.
La sera prima di morire, a detta del personale del reparto, De Cupis era tranquillo. 'Gli avevano appena comunicato - ricordano - che al momento delle dimissioni sarebbe stato scarcerato e mandato ai domiciliari. Si era fatto la doccia ed era andato a dormire. È morto nel sonno'. Il suo stato di salute generale, secondo quanto si è appreso, pur se compromesso da alcune malattie infettive e da disturbi psichici connessi alla tossicodipendenza, non era grave e soprattutto non faceva presagire una morte repentina.
Il primario del reparto non ha voluto rilasciare alcun commento. Si è limitato ad auspicare che venga fatta al più presto chiarezza.
Notizie correlate