

VITERBO - 'Abbiamo chiesto ai carabinieri del Nas in servizio presso la Commissione di avviare una istruttoria: tutta la documentazione utile, compresa la cartella clinica e i risultati dell'autopsia, saranno richiesti alle autorità competenti e al reparto di medicina protetta dell'ospedale Belcolle di Viterbo'.
Ad annunciarlo è il presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, Ignazio Marino, commentando la vicenda di Cristian De Cupis, il 36enne romano trovato morto nel reparto detentivo dell'ospedale Belcolle di Viterbo.
'È una storia delicata - ha detto -, sulla quale è necessario fare estrema chiarezza. Nutro piena fiducia nella magistratura e in spirito di leale collaborazione anche la Commissione d'inchiesta farà quanto è in suo potere per verificare l'efficienza, l'efficacia e la qualità delle cure somministrate a Cristian De Cupis'.
'Vorrei accertare - ha aggiunto Marino - se è vero anche quanto riportato dal garante per i diritti dei detenuti della Regione Lazio, Angiolo Morroni, secondo cui i familiari sarebbero stati avvisati dell'arresto del giovane solo dopo la sua morte. Dopo esserci occupati della storia di Stefano Cucchi, infatti, avevamo ottenuto più di un anno fa dal ministero della Giustizia un cambiamento dei protocolli per tutte le strutture ospedaliere protette italiane: i medici avrebbero potuto parlare subito con i familiari delle condizioni del paziente senza bisogno di permessi da parte del magistrato di sorveglianza. Se questi protocolli non fossero stati applicati sarebbe molto grave'.
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