

di Domenico Savino
VITERBO - Non ha resistito al richiamo della squadra della sua città, quasi fosse una sirena ammaliatrice. Neanche due giorni all'Isola Liri: il tempo per parlare, discutere di un nuovo contratto, ma soprattutto di una nuova avventura lontano da casa sua, dallo stadio Rocchi, da quell'erba che calca da quando indossa i pantaloncini, dalla famiglia, dagli amici di sempre. Perchè Viterbo se la sente attaccata addosso, quei colori (il giallo e il blu) sono come un tatuaggio sulla sua pelle. E' bastata una telefonata per fargli cambiare idea, per fargli ritornare in mente le tante (a dispetto dell'età, è un classe 1991) battaglie indossando l'effige del leone, la notte di festeggiamenti post Spoleto nei play off e la corsa sotto la curva nord dopo la vittoria ai rigori contro l'Arezzo dello scorso maggio.
Fabio Fapperdue è così, quello che zittisce tutti quanti dopo un gol, quello che salta e canta con i tifosi dopo una vittoria. Ha in mente solo la Viterbese, gli interessa poco scendere un anno di categoria, tanto sa che di avere la corazza giusta per giocare altre sfide e vincerle. Eppure questa volta sembrava che le cose andassero in modo differente: la sconfitta ai play off, la lenta agonia della As Viterbese, la non iscrizione, il gruppo di Farris che si sgretola, le chiamate dalla Sorianese, prima, e dall'Isola Liri, poi, il cui interessamento è stato concreto: ''E' vero pensavo proprio di non giocare nella Viterbese la prossima stagione – ammette - . Colgo l'occasione per ringraziare i dirigenti dell'Isola Liri che con me sono stati fantastici. Sono stato due giorni con loro e mi hanno accolto benissimo. Poi...''.
Poi qualcosa è cambiato: ''Alla fine ha prevalso l'attaccamento alla maglia della Viterbese. E' stato più forte di tutto. Quando mi hanno chiamato non ho saputo dire di no. Anche perchè ho un sogno, quello di giocare tra i professionisti con questa maglia. So che quest'anno si riparte da una categoria inferiore rispetto all'anno scorso, ma so allo stesso modo che il progetto è importante e a lungo termine e c’è la possibilità di costruire un ciclo vincente''.
Non vede l’ora di infilare gli scarpini: ''Del nuovo gruppo conosco Matteo (Pero Nullo, n.d.r.), Daniele (Ingiosi, n.d.r.), Ingrosso e con molti altri ci ho giocato contro. Siamo una squadra importante. Solimina? Di persona non lo conosco, ma me ne hanno parlato molto bene. La fascia da capitano? E’ una scelta che spetta al mister. Io posso dire di aver dimostrato di poterla mettere al braccio e che mi piace essere un leader. Ma la scelta spetta sempre al tecnico''.
Fapperdue scalpita: il ritiro è alle porte. E’ pronto a vivere un’altra stagione da protagonista, sempre indossando quei colori che sono una seconda pelle. Perché c’è un sogno che si deve avverare e Fabio vuole che diventi realtà.
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