ANNO 27 n° 270
Incendi distruggono attività commerciali, informato il procuratore antimafia
Il presidente della Commissione sicurezza: 'Nel Viterbese massima attenzione per evitare radicamento della criminalità'
07/12/2011 - 17:00

“Tre incendi appiccati ad attività commerciali, di cui due di probabile origine dolosa, in poco più di dieci giorni a Viterbo sono troppi. Stiamo parlando di fatti inquietanti che sembrerebbero a tutti gli effetti reati spia, vale a dire quelle tipologie di crimini ascrivibili alle organizzazioni criminali”.

A sostenerlo è Filiberto Zaratti (Sel), presidente della Commissione sicurezza e lotta alla criminalità in riferimento ai roghi che hanno interessato importanti esercizi commerciali viterbesi, tra i quali spicca quella che ha letteralmente raso al suolo gli immobili che ospitavano Mondo Convenienza.

Sebbene le indagini proseguano a tamburo battente - in particolar modo sul rogo che ha distrutto gli immobili che ospitavano Mondo Convenienza – negli ambienti investigativi tengono le bocche cucite. “Attendiamo i risultati di laboratorio eseguiti dai vigili del fuoco del Nia (Nucleo investigativo antincendio, ndr)”, fanno sapere dal Comando provinciale di via della Pila.

Fino ad ora, l’unico elemento certo scaturito nel corso delle indagini rugurdava “l’altra concentrazione di materiale infiammabile”. Ma, adesso, ci sarebbe un’altra novità. Pare, infatti, che gli uomini del Nia abbiano, in realtà, già analizzato il materiale sequestrato e repertato nel capannone di Mondo Convenienza il 29 novembre scorso, giorno dell’incendio. Materiale dal quale, in effetti, sarebbe emersa più di una anomalia, tanto da spingere il Nia a trasmettere i risultati ai carabinieri del Ris di Roma.

“Nei mesi scorsi – ha aggiunto Zaratti - con l’operazione Lions la Procura di Viterbo aveva individuato una pericolosa consorteria criminale dedita anche all'usura all'estorsione nell'hinterland e con stretti collegamenti con pregiudicati calabresi”.

Consapevole che “la situazione della criminalità a Viterbo non è paragonabile a quella delle province di Roma, Latina e Frosinone”, il presidente della Commissione sicurezza ha però anche sostenuto “la necessità di una strategia preventiva per evitare il rischio di radicamento delle mafie nel territorio viterbese”. E’ a tal fine che Zaratti ha già informato il sostituto procuratore nazionale antimafia. “Ho ritenuto opportuno segnalare questi gravi fatti alla dotteressa De Martino chiedendo la massima attenzione per la provincia di Viterbo”.

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