

VITERBO – Tredici anni fa Marco Palamides uccise con due pugnalate alla gola, dopo aver tentato di violentarla, Leonilde Bracci, 34enne di Civita Castellana, la scorsa domenica (27 novembre) è stato aggredito di fronte a un bar di Nepi da un uomo dal volto coperto, che secondo gli inquirenti sarebbe il cognato della vittima. Andrea Moscioni, fratello del marito di Leonilde, sarà processato oggi per direttissima dopo essere stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di lesioni aggravate, per aver colpito ad una gamba l’uomo con una mazza e aver danneggiato l’auto di Palamides.
Ad incastrare Moscioni sarebbe stata la testimonianza di alcune persone presenti all’aggressione, tra i quali anche un carabiniere che avrebbe visto alcune cifre della targa dell’auto usata dall’uomo per fuggire.
Secondo gli inquirenti alla base del gesto ci sarebbe la volontà di vendetta dopo che Palamides, condannato nel 1999 a 11 anni, è tornato in libertà nel 2006,beneficiando dell’indulto.
Era il 1998 quando Leonilde Bracci, mentre si trovava all’interno del suo appartamento, aprì la porta di casa al suo assassino, che dopo aver tentato di stuprarla la uccise con due fendenti alla gola che le recisero la carotide. Tutto questo mentre il bambino della donna, di appena otto anni, stava giocando nel cortile ed il marito, camionista, era via per lavoro.