ANNO 27 n° 266
Per comprare la Viterbese si fanno avanti in due. Anzi in tre
Il vice presidente Carlo Graziani: ''Ma la cessione non è la nostra priorità''
15/03/2012 - 04:00

di Domenico Savino

VITERBO – Serviva sentire la voce della società. Per capire e rendersi conto di quello che succede dentro le stanze di via della Palazzina. E partendo da quelle parole provare ad ipotizzare il futuro. I prossimi mesi saranno decisivi in tutti i casi: sia nel momento in cui l’attuale dirigenza molli, sia in caso contrario.

''La Viterbese va avanti secondo i programmi societari – afferma il vice presidente detentore delle quote di maggioranza Carlo Graziani – abbiamo due obiettivi da raggiungere che sono la finale di Coppa Italia e il piazzamento in zona play off . La squadra è serena, lo staff tecnico è sereno, siamo tutti pronti per il finale di stagione. Le dimissioni di Fiaschetti sono state un segno di grande responsabilità: non potrà seguire più la squadra da vicino perché va a Londra per cinque mesi, ma resta il primo sponsor della società. E’ lui che ha costruito questo gruppo''.

Resta un tassello vuoto, quello della presidenza: ''Sono in programma delle riunioni - continua - ma ci tengo a precisare che non è vendere la Viterbese la priorità. La nostra è una società appetibile sul mercato già oggi un gruppo di imprenditori romani hanno visionato gli impianti e poi c’è una grande famiglia della capitale che ha manifestato il proprio interesse. Nomi? Non posso farne perché queste persone hanno chiesto di mantenere l’anonimato, ma penso che l’incontro di oggi sia stato molto positivo e che si tratta di gente che ha già fatto calcio. Dirò di più: si dovrebbe aggiungere una terza cordata. Desideriamo che chiunque dovesse entrare come sponsor o acquistare la Viterbese deve voler il bene della squadra e della città proseguendo sul nostro progetto e sulla valorizzazione del settore giovanile che noi abbiamo rifondato, creando un punto di ritrovo per tanti ragazzi. I giovani sono la linfa vitale di ogni società''.

Graziani non si sottrae alla domanda sullo stato di salute del club: ''Quando ci siamo insediati abbiamo trovato debiti per 2,5 milioni di euro e abbiamo coperti fino al 90 per cento di questa cifra. Il resto sono piccolezze spalmabili in cinque anni come da progetto iniziale, quindi parliamo di nulla''.

A fronte di questi sforzi economici la risposta del campo è stata impietosa: ''Il calcio non è una scienza esatta - argomenta il vice presidente - e purtroppo in questi anni non ci ha premiato. A dicembre abbiamo fatto un mercato di riparazione unico nel nostro girone, non ci siamo risparmiati, ma i risultati tardano ad arrivare e questo lo sappiamo. Siamo amareggiati tanto quanto i tifosi e forse anche più di loro perché ci stiamo mettendo l’anima. Mi sento di fare un appello: chiedo il loro aiuto che per una squadra di calcio è fondamentale e posso assicurare la serenità e la grande voglia dei ragazzi''.

L’attualità parla anche del possibile interessamento di Piero Camilli nei confronti della Viterbese: ''Io stimo Camilli - conclude Graziani – per me è un grande imprenditore e un grande presidente, basta vedere quello che ha fatto con il Grosseto. Allo stesso modo dico che non abbiamo pregiudizi nei confronti di nessuno, tantomeno di Camilli. Se saremo contattati lo incontreremo''.

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