ANNO 27 n° 268
'Uomo insostituibile, intelligente e riservato' di Renzo Trappolini
16/08/2011 - 16:35

La Democrazia Cristiana sapeva essere partito nazionale anche perché c’erano suoi uomini, di alta formazione politica e amministrativa, che da Roma venivano inviati nelle province, per ascoltare, capire, comunicare e fare da anello di congiunzione tra le esigenze di un progetto generale e i bisogni, le proposte e le prospettive locali.

A Viterbo, per molti anni, questo ruolo è stato svolto da Giovanni Botondi che viterbese non era ma lo era diventato con tutta la sua famiglia, arrivando a morire a ferragosto qui da noi.

Per molti anni diresse gli uffici della segreteria provinciale DC, in tempi peraltro non facili di contrasti tra uomini e correnti, aggravati dalla difficoltà di “tenere” sul piano elettorale.

Fu allora insostituibile, intelligente quanto riservato, ma rigorosamente deciso, uomo di collegamento, di moderazione, di richiamo alla concretezza, quando a Viterbo si creavano le premesse per l’istituzione dell’Università, si decideva la localizzazione del nucleare a Montalto, si impostava la trasversale e definivano gli obiettivi di sviluppo, quelli ancor oggi non raggiunti.

Botondi – lo posso testimoniare per essergli stato accanto da segretario provinciale DC – seppe rappresentare un punto di riferimento per tutti, di fedeltà senza retorica ai valori, di comprensione, di sostegno ed incoraggiamento.

Sempre con l’attenzione alla crescita del viterbese per la quale scommetteva sui giovani e tanti di quelli che oggi occupano posizione di responsabilità in politica e altrove devono a lui molto della loro formazione al senso delle istituzioni e dell’impegno civile.

Le cronache non riportavano il suo nome, ma la sua opera è stata determinante nell’assistenza nelle decisioni politiche che riguardavano il territorio e nella preparazione delle attuali classi dirigenti di matrice cattolico-democratica.

Il Giovanni uomo era un buono ma rigoroso e severo nei comportamenti. Per lui la bontà d’animo si accompagnava ad un rigido senso dell’etica che rifuggiva da ogni furbizia. Un esempio in un mondo, quello politico, che si avviava a teorizzare la prevalenza degli interessi particolari su quello generale.

Lui non fece mai parte di questa “corrente” di pensiero.

Grato per l’esempio e l’amicizia abbraccio con affetto la sua famiglia.

Renzo Trappolini

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