

Concessi gli arresti domiciliari a Vincenzino Ventura, il pirata della strada che martedì 11 ottobre, ha travolto e scaraventato in un dirupo alto sette metri Massimo Faccenda mentre percorreva la superstrada Orte-Viterbo in sella alla propria bicicletta.
La decisione è stata presa questa mattina dal Gip Francesco Rigato, a seguito dell’udienza di convalida del fermo.
L’uomo, 62 anni di Fontenuova (Roma), ha parlato per circa un’ora e mezza, chiarendo la propria versione dei fatti: il terribile scontro potrebbe essere avvenuto a seguito di un colpo di sonno.
Secondo quanto detto dall’avvocato Paolo delle Monache, Ventura ha confermato quanto già detto durante l’interrogatorio del pm Paola Conti, cioè di essersi accorto di aver urtato qualcosa ma non della gravità dell’incidente e soprattutto del coinvolgimento di una persona. ‘’Ha anche ammesso di non aver avuto un comportamento idoneo al codice della strada, - ha spiegato il legale - non essendosi accertato dell’effettiva dinamica dell’incidente causato dalla stanchezza visti gli orari di lavoro massacranti. Il suo primo pensiero comunque va al defunto e ai suoi familiari a cui scriverà una lettera per chiedere perdono – ha concluso Delle Monache – per quanto questo possa servire’’.
Il legale ha anche aggiunto che se l’impianto probatorio si dovesse aggravare con la conferma del dna di Faccenda sul furgone, si potrebbe pensare anche alla richiesta di un rito abbreviato, ma questo dipenderà anche da un eventuale accordo con il pm.
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