ANNO 27 n° 267
Crack del sodalizio Califano-Pasquini
Ieri gli interrogatori di garanzia: il bancario collabora, l’ex immobiliarista tace
22/06/2013 - 04:00

di Alessia Serangeli

VITERBO – “L’interrogatorio è iniziato alle 9,30 ed il mio assistito ha risposto a tutte le domande del gip, fornendo spiegazioni, punto per punto, circa i capi di imputazione a lui contestati”.

Così l’avvocato Massimo Boni, legale del funzionario di banca Antonio Pasquini arrestato ieri l’altro nell’ambito del blitz antiusura della Squadra mobile insieme all’ex immobiliarista viterbese Daniele Califano, già in carcere.

Usura aggravata, estorsione, tentata estorsione ed esercizio abusivo dell’attività di mediazione finanziaria sono le accuse mosse a loro carico dal sostituto Fabrizio Tucci, titolare del fascicolo, e dal giudice per le indagini preliminari Francesco Rigato, che ha firmato le ordinanze di custodia cautelari.

“Pasquini è indagato a piede libero da marzo (la sua iscrizione sul registro degli indagati risale all’8 marzo, giorno in cui Califano finisce dietro le sbarre di Mammagialla, ndr). I fatti risalgono a diversi mesi fa e, come non c’erano le esigenze di custodia cautelare all’epoca, riteniamo che non sussistano neanche adesso”. Per questo motivo l’avvocato Boni ha già presentato istanza di revoca della misura cautelare o, in subordine, la detenzione domiciliare. “Il gip si è riservato per sentire il parere del pm. Questa mattina (oggi, ndr) dovrebbero comunicarci la decisione”.

Entrando nello specifico della posizione di Pasquini, in particolare, il legale spiega che, in realtà, sarebbe due e non tre gli episodi a lui contestati (“due in quattro anni di indagini”) e che, soprattutto, non avrebbe mai percepito il becco di un quattrino dall’affaire.

Il punto allora è: in questo presunto sodalizio usuraio il bancario è coinvolto oppure no?

“E’ rimasto implicato suo malgrado”, ha affermato Boni. “E’ accaduto che Califano, amico di vecchia data, si rivolgesse a Pasquini per chiedere alcune informazioni e il mio assistito, peccando di ingenuità, ha segnalato due persone. Tutto qui. E tengo a sottolineare che Pasquini non ha mai percepito niente”. Non solo. “Il mio cliente era completamente all’oscuro delle relazioni che intercorrevano tra Califano e queste due persone”.

Stando alle dichiarazioni rese da Pasquini, dunque, l’ex immobiliarista, che si sarebbe invece avvalso della facoltà di non rispondere, avrebbe escogitato tutto da solo. Che la posizione giudiziaria di Califano sia più pesante, in effetti, si era intuito già il 28 marzo scorso, quando il tribunale del Riesame aveva rigettato il ricorso per la scarcerazione presentato dal suo legale, l’avvocato Roberto Massatani. Il 21 maggio il secondo respingimento da parte del gip Francesco Rigato.

Massatani, all’epoca, si era detto pronto ad andare avanti fino in Cassazione.

Facebook Twitter Rss