ANNO 27 n° 278
Il Palazzo delle Priore
Cinque donne in giunta e otto in consiglio, la politica si tinge di rosa
14/06/2013 - 04:00

VITERBO - Cinque donne in giunta e otto in consiglio. Il comune non è mai stato così rosa e, diciamolo pure, così bello. Nessun dubbio, poi, che sarà senz'altro migliore dei precedenti, dominato da maschi in perenne caccia a poltrone e rendite di posizione. Ora, il municipio dei viterbesi potrà essere chiamato Palazzo delle Priore. Perché se è vero che nell’assemblea il sedicente sesso forte è ancora in maggioranza (24 a 8), è altrettanto vero che il proscenio sarà dominato da loro. Le donne. Ci provino pure lor signori a sfoderare la spocchia che li ha contraddistinti, insieme al vaniloquio, nel passato recente e remoto. Ci sbatteranno il muso. In qualche occasione è capitato anche in passato, quando le donne in sala d'Ercole erano rare come mosche bianche.

Come è accaduto più volte alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, le donne, su argomenti di interesse generale, sapranno fare ‘’squadra’’ al di là dei gruppi di appartenenza. Lo faranno perché sono dotate di un senso pratico che i maschietti nemmeno si sognano. In otto, sette in maggioranza e una all'opposizione, puntando i piedi, riuscirebbero a condizionare pesantemente i lavori del consiglio.

E che dire della giunta? Le donne, se le previsioni saranno rispettate, saranno in netta maggioranza (5 a 3). E non sarà facile per nessuno, nemmeno per il sindaco Leonardo Michelini, che pur le ha nominate, far passare decisioni non condivise da loro.

Si accettano scommesse che nei prossimi cinque anni, nel Palazzo delle Priore si affronteranno temi finora solo sfiorati o trattati con sufficienza e, in alcune occasioni con fastidio. Si parlerà di città a misura di bambini e di anziani, di rimodulazione degli orari dei negozi, di welfare familiare, di asili nido, di salute, prevenzione, di sport non competitivo, di arte.

Diceva un vecchio saggio: per tappare una buca sulla strada o riparare un perdita d'acqua, per rifare i marciapiede o le strisce pedonali, non serve una decisione politica. Va fatto e basta. Il ruolo degli amministratori è quello di elaborare un modello di città e di realizzarlo. Ma prima bisogna avere la capacità di inventarlo. Ed è ciò che è sempre mancato a Viterbo. Ma questa volta non sarà così. Perché Palazzo dei Priori è finalmente diventato il Palazzo delle Priore.

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