

di Domenico Savino
VITERBO – Terza partita in sette giorni per la Viterbese. Si aprono le fasi nazionali degli spareggi in serie D che somigliano ad un tour de force, ad una centrifuga dalla quale bisogna uscire indenni. C’è l’Arezzo che viene a far visita al Rocchi. Ed è anche la terza gara in stagione contro i toscani, così come lo è stata contro Sansepolcro e Spoleto. Un avversario sulla carta favorevole ai gialloblu, ma comunque da prendere con le molle perché i play off fanno gola a tutti e sono un’occasione da non fallire.
Lo sa bene la Viterbese che questo concetto lo sta ripetendo armai da qualche mese. Riuscire a passare il turno può essere un buon viatico in ottica possibili ripescaggi. Significa aver passato già il primo setaccio ed essere tra le cinque in Italia a cui si aggiungerà una sesta. Insomma un bel balzo in avanti. Il tutto poi deve combaciare con la situazione economica: e in tal caso il tempo volge al brutto non essendoci allo stato attuale alcun tipo di garanzie. Di certo c’è che la squadra oggi pranzerà con Deodati a Villa Sofia. E si sa che l’imprenditore di Pisoniano è interessato solo in caso di ripescaggio.
Tuttavia la testa della squadra è rivolta solo al campo e all’Arezzo. Non l’avversario peggiore, sicuramente quello meglio conosciuto, così come è successo con Sansepolcro e Spoleto. Per i gialloblu non ci sono punti ignoti. L’Arezzo è nel complesso una buona squadra che Federico Nofri ha preso in corsa e alla quale ha provato a conferire ordine tattico, continuità di modulo e risultati dopo l’esperienza con Bacis. L’Arezzo gioca con il 4-4-2, si affida alla regia dell’ex Roberto Piccolo, esperto regista di centrocampo che lo scorso anno ha provato a prendere per mano la Viterbese. Mancheranno Rubechini (squalificato) e il terzino La Rocca (infortunato), l’attacco sarà affidato a Bianchini (centravanti pachidermico), e Martinez sgusciante seconda punta.
La certezza è che giocare in casa è sempre un vantaggio al pari di aver evitato formazioni di altri gironi, squadra sconosciute e tecnicamente più dotate: il Matera e il Cosenza sono teste di serie, Maceratese e Pistoiese sono andate in sorte rispettivamente a Santhià e Matera. In Toscana puntano tutto sulla possibile stanchezza della Viterbese che non si è fermata mai dalla fine del torneo regolare, invece l’Arezzo ha avuto quindici giorni di tempo per prepararsi. La Viterbese vola sulle ali dell’entusiasmo e sulla spinta dei tifosi che promettono di popolare nuovamente in massa il Rocchi (mercoledì si è sfiorata quota 2000 presenze e l’obiettivo è alzare l’asticella).
Per quanto riguarda la formazione Farris conferma il 4-3-1-2, ma deve fare a meno di Scardini: la distorsione al ginocchio rimediata contro lo Spoleto non è stata assorbita. In difesa è pronto al rientro D’Alessio il terzino sinistro classe ’95 sostituisce D’Ambrosio. In rampa di lancio Giannone che è tornato a disposizione e si candida per una maglia da titolare. Tuttavia il centrocampo ha funzionato a meraviglia e bisogna valutare se il tecnico vorrà modificare qualche equilibrio in mediana. Pero Nullo sarà la seconda punta al fianco di Vegnaduzzo con La Porta alle spalle. Ci sarebbe anche l’alternativa del 4-4-2 (schieramento a specchio con l’Arezzo) e posto per Gubinelli sulla fascia destra, l’ex Spoleto sul lato opposto.
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